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Allarme sugli amministrativi e collaboratori scolastici italiani, a rischio di licenziamento e senza contratti a fronte della realizzazione di progetti cruciali come il Pnrr e l’Agenda Sud. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rivolge un appello al Ministero dell’Istruzione e del Merito per estendere almeno fino al 30 giugno i contratti Pnrr e Agenda Sud attraverso fondi governativi.

 

Pacifico sottolinea che questi lavoratori, fondamentali per progetti centrali del Governo, si trovano a subire uno stipendio abbattuto dall’inflazione e a rischio di licenziamento, creando un divario ingiustificato rispetto ad altri settori. “I lavoratori della scuola italiana non possono essere trattati come dipendenti di serie B”, dichiara il sindacalista, richiedendo un’immediata azione per evitare un’emergenza che potrebbe danneggiare la realizzazione di progetti cruciali.

Orizzonte Scuola ha evidenziato le novità nel decreto Pnrr, sottolineando la possibilità di stipulare nuovi contratti entro il 31 marzo e il monitoraggio del Ministero dell’Istruzione e del Merito sui contratti stipulati entro il 1° aprile. Tuttavia, il Comitato per la proroga dei contratti Pnrr e Agenda Sud sottolinea che molte assistenti amministrative e tecnici si sono già trovati senza lavoro il 2 gennaio 2024 a causa di pastoie burocratiche e mancate coperture finanziarie.

Il Comitato lancia un appello evidenziando i sacrifici delle famiglie coinvolte e l’assurdità della mancata proroga al 30 giugno 2024. In un momento economico difficile, i collaboratori scolastici hanno investito nella credibilità delle istituzioni e meritano risposte chiare sulle intenzioni del governo, soprattutto considerando che il 15 aprile si avvicina rapidamente.

La questione dei licenziamenti e della mancata proroga dei contratti per gli amministrativi e collaboratori scolastici si configura come una critica emergenza che richiede l’attenzione immediata del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Anief insiste sulla necessità di trattare questi lavoratori con la dignità e l’equità che meritano, evitando di penalizzarli in un contesto già difficile.

 

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