Sorridono solo i Ds che vedono aumenti anche fino a 12.500€ mentre Docenti e ATA soffrono ormai da decenni per stipendi mai all’altezza della professionalità e del grande impegno lavorativo, la disparità con i colleghi europei è abissale, inoltre le promesse della politica non hai mai trovato sbocco se non nelle parole al vento vendute nelle varie campagne elettorali.

 

Partendo da un’analisi del centro studi Anief, si riscontra che l’incremento degli stipendi dal 2009 al 2024 è stato del 13,48%, non sufficiente a tenere il passo con l’aumento del costo della vita, che ha registrato un incremento del 29,2% nello stesso periodo.

Il divario tra la crescita salariale e l’inflazione ha raggiunto il 15,72%, mettendo a dura prova il potere d’acquisto di docenti e personale ATA.

Il rinnovo contrattuale del 2018 ha offerto un leggero sollievo con un aumento del 3,48%, ma l’inflazione dell’11,1% ha rapidamente eroso questo guadagno. Nel biennio 2019-2021, gli stipendi sono cresciuti di un 4,22%, ma l’inflazione ha continuato a salire, raggiungendo picchi del 16-17% negli anni successivi.

Con un calo del potere d’acquisto del 7,3% in un anno, l’Italia si trova in una posizione di svantaggio rispetto ad altri paesi europei. Per garantire che gli stipendi riflettano il costo della vita attuale, è necessario un ulteriore investimento di 10 miliardi di euro, oltre ai 5 miliardi già destinati al rinnovo dei contratti 2022/2024.

Unici a sorridere: i Dirigenti Scolastici

Nella scuola non tutti piangono come possiamo leggere, il recente rinnovo contrattuale per esempio ha portato significativi cambiamenti nella retribuzione dei dirigenti scolastici. La parte fissa, raddoppiata nel 2019 da 6.000 a 12.500 euro, è stata ulteriormente incrementata con il nuovo accordo. La componente variabile è stata suddivisa in tre fasce (A, B e C) per riflettere la diversa complessità delle scuole. A partire dal prossimo primo settembre, i capi d’istituto in servizio sperimenteranno un aumento medio di circa 4.500 euro lordi all’anno, equivalente a oltre 200 euro netti al mese. Secondo il ministero dell’istruzione e del merito, 97 dirigenti scolastici godranno di un incremento superiore a 9.000 euro all’anno, mentre 911 presidi vedranno aumenti compresi tra 6.000 e 9.000 euro. Solo 830 dovranno accontentarsi di aumenti variabili tra mille e 2mila euro all’anno e 614 avranno incrementi inferiori ai mille euro l’anno.

In conclusione, il personale della scuola, sopratutto Docenti e ATA, oltre le parole, ormai si attendono con urgenza misure efficaci che possano assicurare un adeguamento salariale in grado di rispecchiare le esigenze reali sperando di non essere trattati ancora come gli ultimi della classe ma trattati con le giuste modalità ed adeguati stipendi.


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