L’arrivo della primavera porta con sé non solo il risveglio della natura, ma anche un cambiamento climatico che può influenzare il nostro umore. I cambiamenti di stagione, infatti possono influenzare il nostro umore, causando sbalzi d’umore, stanchezza e irritabilità in persone di tutte le età, bambini adolescenti e adulti. E allora come è possibile affrontarli e superarli? Ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI,) componente dell’international Psychoanalytical Association (IPA).

Dott.ssa Lucattini, che cosa sono e come si manifestano i disturbi dell’umore?

I disturbi dell’umore sono una condizione psicologica che colpisce principalmente lo stato emotivo. Sono disturbi in cui si vivono lunghi periodi di estrema felicità, estrema tristezza o entrambi. Alcuni disturbi dell’umore sono caratterizzati da emozioni persistenti, come rabbia e irritabilità. Il cambiamento del tono dell’umore varia abitualmente a seconda della situazione. Tuttavia, perché si possa parlare di un disturbo dell’umore vero e proprio, i sintomi devono essere presenti da qualche mese. I disturbi dell’umore possono causare cambiamenti nel comportamento e influenzare la capacità di svolgere attività di routine, il lavoro o la scuola. Si parla di disturbi reattivi (più lievi) e disturbi endogeni (più gravi). Due dei disturbi dell’umore più comuni tra la popolazione generale secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono la depressione (6%) e il disturbo bipolare (2%).

E quali sono le principali differenze che si osservano nei cambiamenti d’umore durante la primavera tra bambini, adolescenti e adulti?

In primavera è normale avere delle variazioni del tono dell’umore per il cambiamento dell’irraggiamento terrestre e per il cambiamento di temperatura. Nel primo caso, le persone più sensibili sono coloro che hanno già un disturbo dell’umore, depressione o sindromi bipolare, mentre nel secondo caso, sono correlati a disturbi del sonno, che possono causare stanchezza, ansia, depressione o eccitabilità.

Il disturbo affettivo stagionale o SAD è un disturbo depressivo ricorrente con un andamento stagionale che di solito inizia in autunno e continua nei mesi invernali, ma ne esiste anche una forma che si manifesta in primavera o all’inizio dell’estate.

Per i bambini, l’arrivo della primavera può portare ad un aumento dell’energia e dell’entusiasmo, ma anche a una maggiore sensibilità agli stimoli esterni. I bambini possono essere particolarmente suscettibili ai cambiamenti stagionali, solitamente sono positivi per la ripresa della vita all’aria aperta, talvolta, possono manifestare anche dei piccoli disagi.

Gli adolescenti potrebbero avverire delle fluttuazioni più intense dei loro stati d’animo e del tono dell’umore durante la primavera. Uno studio dell’American Academy of Family Physicians riferisce che dal 4 al 6% delle persone soffre di SAD (Disturbo Affettivo Stagionale) con sintomi depressivi diagnosticabili, mentre dal 10 al 20% può soffrire di una forma più lieve del disturbo.

Si tratta di un disturbo che può persistere anche nell’adolescenza e successivamente in età adulta. D’altro canto, negli adulti, lo stato d’animo e il proprio benessere, sono influenzati anche da una varietà di fattori, tra cui lo stress lavorativo e della gestione familiare, separazioni, lutti, fragilità economica.

 

Come possono i genitori riconoscere e affrontare i cambiamenti d’umore dei loro figli durante la primavera, in particolare nei bambini in età scolare?

I bambini allo scoppio della primavera, a volte sono ipereccitati ed hanno difficoltà a dormire. Essendo ancora in fase di pieno sviluppo, potrebbero avere difficoltà a gestire impulsi ed emozioni. Altre volte, invece, si sentono stanchi, irritabili e scontrosi. Queste manifestazioni possono derivare dalle variazioni di luce e temperatura tipiche di questa stagione che influiscono a livello dei neuromodulatori, per via anche del cambiamento di temperatura e per maggiori difficoltà nel sonno.

È fondamentale che i genitori prestino attenzione ai segnali emotivi e ai piccoli disagi dei loro figli, in modo da fornire loro un ambiente di supporto e comprensione. È importante che abbiano pazienza, mantengano ritmi regolari negli orari, nelle attività quotidiane e nel sonno. Inoltre, è importante che curino la loro alimentazione ed eventualmente supportino i bambini con integratori.

Quali sono le principali sfide emotive che gli adolescenti possono incontrare durante la primavera, e quali strategie di coping consiglia per affrontare tali sfide?

Più fattori influenzano il manifestarsi della sindrome stagionale primaverile, sia costituzionali (una predisposizione), che ambientali. Le pressioni scolastiche e universitarie, sociali e familiari possono accentuare l’effetto dei cambiamenti stagionali, lo stress può quindi provocare ansia, irritabilità o depressione. In adolescenti con familiarità per sindromi bipolari. Tra i 17 e i 20 anni, lo stress può causare eccitamento o vera e proprie manifestazioni ipomaniacali. La perdita di sonno accentuata con l’arrivo della primavera, giornate più lunghe e temperature in aumento, è senz’altro un importantissimo fattore di rischio.

Per questo, è importante promuovere la consapevolezza dei propri stati d’animo, la capacità di percepire alcune sensazioni spiacevoli di abbattimento, stanchezza o esaltazione, come di natura psicologica e interna. Per poter affrontare qualunque forma di disagio è indispensabile ricondurlo alla sua origine mentale, sia se parliamo di fattori primari, la predisposizione, che reattivi a situazioni esterne. Indubbiamente, possono essere utili per gli adolescenti strategie di coping ovvero quell’attitudine psicologica, emotiva, razionale e inconscia che permetta di affrontare e gestire gli eventi stressanti, sia che derivino dalla stagione che da ragioni interiori, intime e personali. Al contempo, è sempre consigliata attività fisica strutturata (con un istrurttore), la vita all’aria aperta, un sonno e un’alimentazione sana e regolare, il mantenimento di routine benefiche

 

In che modo i cambiamenti stagionali possono influenzare la salute mentale degli adulti, e quali sono i passi pratici che gli adulti possono intraprendere per mantenere un equilibrio emotivo durante la primavera?

Negli adulti, i cambiamenti d’umore primaverili possono manifestarsi in modi diversi, oltre a coloro che soffrono fin da giovani di SAD, lo stato d’animo e il mantenimento del benessere sono influenzati da una varietà di fattori, lavorativi, familiari, pressioni ambientali, stanchezza psicofisica stagionale. La distanza, sia dalle vacanze invernali, che da quelle estive è un fattore stressante, sia per la difficoltà a staccare e riposarsi fisicamente e mentalmente, sia per il desiderio di vivere all’aria aperta che si rinnova con il mitigarsi delle temperature ma che spesso non è possibile realizzare in altri momenti dell’anno.

Per quale motivo chi soffre di Sindromi Bipolari, in questo particolare momento della nuova stagione, può avere una riacutizzazione dei sintomi?

Per i pazienti affetti da disturbi affettivi dell’umore maggiori, comunemente chiamate Sindromi bipolari, la “spring fever” ha un significato specifico. Numerosi studi riportato che l’incidenza degli episodi di mania (accelerazione del pensiero, agitazione, insonnia, iperattività, etc.)  raggiunge il picco durante la primavera, sia nell’emisfero settentrionale che in quello meridionale. Molti studi hanno indicato che i tassi di suicidio hanno un picco anche durante la stagione primaverile. È stato suggerito che l’improvviso aumento della durata e della quantità di luce solare sia una possibile causa di questi fenomeni. Tuttavia, i meccanismi alla base dell’aumento di incidenza durante la stagione primaverile sono evidentemente multifattoriali, quindi non solo neurobiologici, ma anche di natura psicologica. Una delle ipotesi neurobiologiche è orientata sull’alterazione del ritmo circadiano (sonno-veglia) che in chi soffre di sindromi bipolari è significativamente più ritardato e non riesce ad allinearsi con il ritmo solare ai cambiamenti di stagione.  Questo, associato a disturbi del sonno, può determinare instabilità dell’umore.

Quali consigli si sente di dare a chi, con l’arrivo della primavera, avverte questi improvvisi e frequenti cambi d’umore e inizia a stare male?

Cercare di essere consapevoli di quello che sta accadendo a livello emotivo e dell’umore, comprendendo che la causa è sia di natura neurobiologica, che psicologica. La nostra mente può prevalere anche sulla stagionalità con alcune accortezze. Tra questi, possiamo citare: gestire o abbattere lo stress lavorativo, coltivare le relazioni interpersonali, valorizzare le proprie aspettative personali e adoperarsi anche attraverso buoni legami amicali e alleanze costruttive. In questo periodo, può essere utilizzato per dedicarsi il giusto tempo per riflettere sulle proprie emozioni e cercare supporto quando necessario, attraverso il dialogo con amici e familiari o tramite l’assistenza di professionisti della salute mentale, specialisti e psicoanalisti. Bisogna considerare il ricorso all’aiuto psicoanalitico come una risorsa preziosa per affrontare i cambiamenti d’umore in primavera, soprattutto quando sono molto intensi o prolungati.

Secondo Lei, in che modo l’aiuto psicoanalitico può giocare un ruolo significativo nel supportare individui di tutte le età affetti da cambiamenti d’umore stagionali?

La psicoanalisi e la psicoterapia psicoanalitica sono rivolte a persone di qualunque età che si sentono intrappolate in problemi psichici e dell’umore sia episodici che più duraturi o ricorrenti che provocano disagio interiore e non permettono di sentirsi soddisfatti e in armonia con se stessi. Queste forme di disagio interiore non permettono di essere felici con i partner, la famiglia e gli amici, e non aiuta a raggiungere o mantenere il successo e la realizzazione nello studio, nel lavoro e nella vita quotidiana. Ansia, inibizione e depressione sono spesso segni di conflitti inconsci che con le oscillazioni dell’umore stagionale o la SAD primaverile, possono acuirsi. L’analisi personale aiuta a ritrovare un equilibrio, a comprenderne le cause recenti e quelle più remote, porta ad affrontare con maggior coraggio e lucidità le relazioni e a migliorare la propria capacità di fare scelte personali e professionali in linea con i propri desideri, ma orientate realisticamente. Inoltre, sviluppa la capacità d’intercettare al suo primo manifestarsi il ripresentarsi del disturbo dell’umore o una ripresa di sintomi maggiori, intervenendo così tempestivamente e chiedendo il supporto di uno specialista. Infine, permette di non avere paura di guardarsi dentro, trovando così la via mia migliore e strategie personali per conquistare e mantenere il proprio benessere psicologico e relazionale.

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