La vicenda scuola di Pioltello

La vicenda scuola di Pioltello. Oltre la cronaca esiste una contrapposzione tra la realtà e l’ideologia

La vicenda scuola di Pioltello. Le ultime novità

La vicenda scuola di Pioltello. Due giorni fa il Consiglio di Istituto ha rivisto la sua delibera di chiusura della scuola. Ha confermato la sua precedente decisione, esplicitando la generica motivazione di natura didattica. In questo modo ha rispettato la richiesta dell’Usr.  Ha inserito la generica motivazione di natura didattica, riportando il provvedimento all’interno dei tre giorni messi a disposizione degli Istituti scolastici.
Il Ministro ha evidenziato questo parziale dietrofront, mantendendo la sua dichiarazione sui binari della correttezza procedurale.
G. Valditara ha poi concluso, spostando l’attenzione su un aspetto poco attinente alla questione, però maggiormemente sostenibile in un dibattito (strategia del fantoccio):”Si è parlato troppo di questo problema e non si è parlato di un altro problema che è uno dei temi sfidanti”, ovvero che “queste scuole hanno problemi seri di inclusione, e soprattutto di dispersione scolastica. Se confrontiamo i risultati in terza media ottenuti dai ragazzi in italiano e matematica tutte queste scuole chi più chi meno ha una differenziale notevole rispetto alla media delle scuole lombarde”.

Ideologia vs realtà

Tanto è stato dichiarato e scritto sulla vicenda. Lo stesso Presidente della Repubblica ha risposto a una lettera dell’Istituto. Ecco il testo” Gentile professoressa, ho ricevuto e letto con attenzione la sua lettera e, nel ringraziarla, desidero dirle che l’ho molto apprezzata, così come – al di là del singolo episodio, in realtà di modesto rilievo – apprezzo il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell’adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo”
Anche su questa risposta è nata una contrapposizione, tra chi l’ha intesa come un sostegno alla scuola  chi invece ritiene che sia stata forzata l’interpretazione.
Il limitarsi a rincorrere l’ultima notizia rischia di non farci vedere la prospettiva. Scriveva F. Hegel” Occorre osservare la foresta e non l’albero che cade
E’ in atto una contrapposizione tra l’ideologia e la realtà. La prima è un’elaborazione sistematica frutto della mente. Questa non interroga la realtà, illudendosi che l’unico criterio veritativo sia la ragione umana. L’adozione di questa prospettiva tende a ridurre la realtà agli schemi interpretativi dell’uomo, dimenticando che questa ha un suo cammino e un’altra logica. Sicuramente è l’approccio più semplice perché non si confronta con il reale. A mio parere è l’approccio di Viale Trastevere.
Dall’altra parte esistono persone e istituzioni (nel nostro caso la scuola di Pioltello) che ogni giorno sono interrogati dalla realtà, la quale si presenta con tante domande, alle quali occorre dare risposte convincenti e palusibili. Ora scendendo di livello, occorre scrivere che la decisione dell’Istituto di mantenere la chiusura della scula, risponde a questa fedeltà alla realtà, declinata nelle richieste di un territorio che, senza temere esagerazioni, anticipa il futuro colorato e variegato (multietnico, multiculturale e multireligioso).
La politica dovrebbe fidarsi maggiormente delle scuole e anzi interrogarle più frequentemente, invece di ascoltare pseudo esperti lontani dalla complessità della realtà. Ne gioverebbe la politica che deve decidere la rotta che deve intraprendere il nostro Paese.

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2 pensiero su “La vicenda scuola Pioltello, lo scontro tra ideologia e realtà”
  1. Il problema è che l’ideologia è invece di coloro che hanno la fissazione della c.d. società “multiculturale” e per raggiungerla distruggono quella che già c’è, con il discredito dei suoi valori e l’imposizione di altri. Qui poi abbiamo un mondo scolastico che, dopo decenni di irrisione alla religione cristiana e di sbandieramento di ideologie di sinistra variamente declinate, adesso si entusiasma per l’immigrazione (non sempre regolare e spesso per motivi tutt’altro che leciti) di gente che professa una religione letteralmente medioevale (che, per gli ideologi di cui sopra, era un insulto), socialmente coartiva, psicologicamente regressiva (ritiene lecito mentire se è per i fini voluti dal Corano) e che mira a sottomettere tutti gli “infedeli”.
    Complimenti a quelli di Pioltello, a Mattarella, ai commentatori saccenti di cose scolastiche. Poi quando ogni gruppetto pretenderà che gli vengano concesse le sue vacanze e i musulmani pretenderanno che gli vengano concessi i giorni per le festività, voglio vedere come andrà a finire. Magari un giorno qualcuno potrà chiedere di dare vacanza per San Francesco o San Giuseppe, com’era una volta e poi fu abolito, o di dare menù di magro i venerdì, o di invitare il parroco o il vescovo per una benedizione: ma già immagino le reazioni (“orrore orrore, laicità laicità, non si fa non si fa”).

  2. Secondo me se non è affatto una questione né di rispetto e nemmeno
    di integrazione per i bambini indottrinati al Corano…
    Se si dovesse parlare di rispetto allora bisognerebbe rispettare Prima di tutto i bambini che hanno diritto a frequentare la scuola regolarmente e a garantire loro lo svolgimento delle elezioni indipendentemente dalle festività del Corano..
    Quindi questo è solamente un pretesto degli insegnanti per fare un giorno di vacanza..
    Anche perché non avrebbe senso opporsi il modo così accanito come hanno fatto codesti…..
    Con tanto di consiglio scolastico e decisione di gruppo….
    Proprio una pagliacciata !!!!!
    Inviterei questi insegnanti a fare il proprio dovere come si deve e con dignità….

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