Anna Vitiello era un  insegnante di educazione fisica, oggi è una dei pazienti terminali dell’Hospice delle Molinette, a Torino. A pochi chilometri c’è la sua casa di Nichelino, dove vivono ancora le figlie e dove arrivano affitto e bollette da pagare.

Anna, 54 anni compiuti,  non sa quanto tempo le resterà da vivere, ma sa che le istituzioni l’hanno abbandonata.

“Non so più come andare avanti. Quei pochi soldi che avevo sono finiti e mi sto riempiendo di debiti. ”

La sua storia è l’emblema di un sistema dove le persone sono numeri.

Nel 2007 le viene diagnosticato il primo tumore al seno: nonostante  le terapie ed un iniziale miglioramento, dopo alcuni anni il cancro ritorna a mangiarsi il suo corpo e, nel 2022 Anna non riesce più a lavorare. Decide allora di mettersi in malattia e di iniziare l’iter  per il riconoscimento della pensione di invalidità.

Il parere della commissione medica è positivo e il verbale della delibera  viene inviato   anche all’istituto di appartenenza, che fa partire il licenziamento il 18 ottobre 2023, periodo in cui peraltro la professoressa risulta ancora in malattia.

Inabile per lavorare, ma non per ricevere una pensione che le possa assicurare un sostentamento.

La pratica, in lavorazione all’INPS, tarda ad essere chiusa e da 5 mesi la prof.ssa Vitiello, che non riceve più lo stipendio, non ha nemmeno ricevuto il TFR, poichè anche questo iter risulta ancora work in progress.

Non c’è nessuno che, di fatto, si prenda a cuore questa vicenda velocizzandone  le procedure, di fronte ad una situazione che di giorno in giorno precipita sempre di più, sia dal punto di vista clinico che da quello economico.

Ha affidato la sua storia a molte testate, sperando che questo smuova  la lenta macchina della burocrazia italiana.

 

Cosa dice la legge ? 

Il personale che possiede un incarico breve ha diritto a 30 giorni di malattia in un intero anno scolastico, con retribuzione pari al 50%.

Il licenziamento avviene se si supera il limite di 30 giorni di malattia. 

 

 

Il personale con contratto al 30 giugno (ma anche annuale al 31 agosto) ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.

Il primo mese viene retribuito al 100%, il secondo e terzo mese al 50%, mentre il restante periodo assicura solo la conservazione del posto. 

 

Il personale assunto a tempo indeterminato ha diritto a un periodo di malattia fino a 18 mesi nel triennio. 

Per i primi 9 mesi la retribuzione sarà al 100%, per i successivi 3 mesi al 50%, mentre per il restante periodo si riduce al 30%. 

 

 

 

 

 

 

 

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