Daspo di 5 anni per un genitore di Ravenna che ha aggredito l’allenatore 22enne del figlio, con strattoni, calci ed una testata sulla fronte, costringendolo a recarsi al pronto soccorso. Fra i due era scoppiata una lite dopo che l’allenatore aveva sostituito il bambino nel corso di una partita di calcio fra pulcini di due squadre locali. Le aggressioni dei genitori si estendono dunque dalla scuola allo sport. La polizia ha ritenuto molto grave e pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica la condotta del genitore, motivo per cui il questore di Ravenna ha emesso il provvedimento punitivo. Daspo è l’acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, ed è una misura prevista dalla legge italiana nata al fine di impedire aggressioni violente nei luoghi degli avvenimenti sportivi, allargata in seguito alla tutela degli atleti da ogni forma di offesa verbale, anche se rimandabile alla sfera razziale. Per cinque anni, pertanto, l’uomo non potrà più accedere ad alcun tipo di manifestazione sportiva. Bene, perché non farlo anche a scuola? Se esiste un Daspo perché non istituire anche un “Dascuo“: Divieto di Accedere a Scuola?
Ciò che colpisce è che, in ambito sportivo, sia intervenuta la Digos e che la gravità della punizione sia dipesa dall’aver considerato l’episodio, citando testualmente la fonte (ANSA), come un vero e proprio gesto di violenza che attenta gli alti valori fondanti dello sport e dell’educazione, avvenuto peraltro in un contesto sportivo e socio educativo formato da bambini di età compresa tra i nove ed undici anni.

Nulla di nuovo per chi a scuola episodi del genere li vive quotidianamente, senza aver mai sentito alcuna punizione clamorosa come quella inflitta al genitore violento su un campo di calcio. Ben venga, pertanto, la misura decisa per questo episodio, se però è grave che ciò avvenga in ambito sportivo dovrebbe esserlo ancor di più in ambito scolastico. “Dascuo”, per tenere lontani anche dalla scuola genitori invadenti e sempre più violenti, in attesa, non sempre breve, degli esiti di eventuali procedimenti penali che, nonostante la normativa accenni finalmente ad inasprirsi in tal senso, non agiscono quasi mai nell’immediato, come avviene nello sport.

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