La decisione del dirigente scolastico del “Raffaele Sanzio” di vietare la benedizione pasquale dei parroci ha scatenato un acceso dibattito sul laicismo e il doppiopesismo nelle istituzioni educative. La mossa, motivata dalla volontà di preservare la laicità scolastica, ha coinvolto scuole di tre Comuni delle Marche, generando polemiche e richiami politici.

 

L’On. Battistoni (FI) ha sollevato il caso in Parlamento, sottolineando un presunto paradosso nell’approccio alla diversità religiosa. Mentre si chiudevano le aule per il Ramadan a Pioltello, la benedizione pasquale veniva vietata per non urtare le sensibilità laiche.

Benedire: dire bene, augurare il bene a qualcuno. È un atto universale – dichiara Fabio Sebastianelli coordinatore regionale, per le Marche, del Popolo della Famigliaun padre o una madre che augurano il bene ai propri figli altro non fanno che benedirli. Questo vale sia per i genitori credenti che per quelli non credenti. Quale genitore augurerebbe il male ai propri figli?
Una benedizione è un atto di bene, non ha mai fatto male a nessuno
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Il sindaco di Monte Grimano, Elia Rossi, ha garantito che la benedizione avverrà dopo la pausa di Pasqua, ma la decisione del dirigente scolastico continua a dividere opinioni.

Mentre alcuni sostengono la necessità di preservare la laicità nelle istituzioni pubbliche, altri la considerano un atto che va oltre il concetto stesso di laicità, mettendo in discussione la libertà religiosa e i valori tradizionali occidentali.

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