Il sindacato Anief ha annunciato un’azione legale contro l’esclusione delle lavoratrici precarie dal Bonus Mamme, che offre un esonero annuo fino a 3.000 euro di contributi previdenziali per le madri dipendenti a tempo indeterminato nel settore educativo. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha denunciato la discriminazione e ha sottolineato l’importanza di garantire pari opportunità anche alle lavoratrici con contratti a termine.


Il sindacato Anief ha alzato la voce contro la recente decisione del governo di escludere le lavoratrici precarie dal Bonus Mamme, una misura volta a fornire sostegno finanziario alle madri lavoratrici nel settore educativo. Secondo il comunicato stampa rilasciato da Anief, l’esonero annuo fino a 3.000 euro di contributi previdenziali sarà accessibile solo alle dipendenti a tempo indeterminato, lasciando le lavoratrici con contratti a termine prive di questo beneficio.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha definito questa esclusione una “beffa insopportabile” e ha annunciato l’avvio di un ricorso legale contro questa discriminazione. Secondo Pacifico, è inaccettabile che le lavoratrici precarie, già svantaggiate dalla natura instabile dei loro contratti di lavoro, vengano escluse da un beneficio che potrebbe offrire loro un sostegno economico significativo.

Anief ha già predisposto un modello di domanda cartaceo e ha aperto un form di adesione gratuito per consentire al personale con contratti a termine di unirsi al ricorso contro questa decisione ingiusta. Il sindacato si prepara così a portare la questione in tribunale, chiedendo che sia garantita l’uguaglianza di trattamento per tutte le lavoratrici nel settore educativo, indipendentemente dal tipo di contratto che possiedono.

In un periodo in cui si è appena aperta una nuova stagione dei diritti per i precari della scuola grazie al recente CCNL 2019/2021, Anief si batte per assicurare che nessun lavoratore venga discriminato sulla base del proprio status contrattuale. La lotta per l’uguaglianza di genere e la tutela dei diritti dei lavoratori precari rimane al centro dell’azione sindacale, e Anief si impegna a combattere contro ogni forma di discriminazione sul luogo di lavoro.

 

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