Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani commemora il trentaduesimo anniversario della morte del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli, ucciso dalla mafia nel 1992. Attraverso le parole di uno studente, Pasquale Manfreda, si celebra la figura coraggiosa e devota alla giustizia di Guazzelli, un esempio di rettitudine e impegno civile.


Il 4 aprile 1992, la mafia colpiva ancora una volta, uccidendo il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli lungo la strada statale 115 Agrigento-Porto Empedocle. Nato a Gallicano, in provincia di Lucca, Guazzelli dedicò la sua vita alla lotta contro il crimine organizzato, collaborando a importanti indagini investigative che mettevano sotto scacco il potere mafioso.

 

In occasione del trentaduesimo anniversario della sua morte, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende commemorare la figura di Giuliano Guazzelli, attraverso le parole toccanti dello studente Pasquale Manfreda del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone.

“Giuliano Guazzelli fu un membro delle forze dell’ordine, un eroe che si batté per la giustizia e fu un esempio da seguire per i suoi tre figli”, scrive Manfreda. “La sua perdita è stata straziante in quanto aveva dedicato tutta la sua vita alla lotta contro la mafia, collaborando con personalità come il procuratore Rosario Livatino, anch’egli vittima della mafia. Nonostante fosse giunto all’età pensionabile e avesse ricevuto numerosi encomi, decise di continuare la sua carriera, andando incontro a grandi rischi e sacrifici. Dopo una lunga ricerca, grazie alla collaborazione di un informatore, si riuscì a identificare i suoi assassini, che furono condannati all’ergastolo”.

La figura di Giuliano Guazzelli resta un simbolo di coraggio e dedizione alla giustizia, un esempio di rettitudine e impegno civile che continua a ispirare e motivare coloro che lottano contro il crimine organizzato e la mafia. Celebrare e ricordare il suo sacrificio contribuisce a rinnovare la fiducia nei valori civili che molti rappresentanti dello Stato hanno con onore rispettato.

Il CNDDU invita studenti e docenti a partecipare attivamente al progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità, segnalando gli elaborati che celebrano la memoria di coloro che hanno sacrificato la loro vita per la giustizia e la legalità. Attraverso la condivisione di queste storie, ci impegniamo a mantenere vivo il ricordo dei martiri della legalità e a combattere l’ingiustizia e il crimine organizzato nella nostra società.

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