Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha commemorato il 34° anniversario del ritrovamento del corpo di Marcella di Levrano, avvenuto il 5 aprile 1990 nel bosco dei Lucci, tra Brindisi e Mesagne. Attraverso le parole di Salvatore Parisi, studente del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone, è stato ricordato il coraggio e i valori che hanno contraddistinto la vita della giovane donna.

 

Marcella di Levrano, riconosciuta come vittima di mafia, è stata assassinata all’età di 26 anni per un atto di coraggio. Cresciuta in una famiglia segnata dalla separazione dei genitori e da difficoltà adolescenziali, ha avuto un primo incontro con la droga a soli 15 anni. Nonostante i tentativi di disintossicarsi, Marcella è stata costretta a confrontarsi con un ambiente criminale, denunciando i suoi spacciatori e mettendo a rischio la propria vita per contrastare la “Sacra Corona Unita”.

Il suo coraggio, tuttavia, non è stato perdonato dai suoi detrattori e il 5 aprile 1990 è stata trovata brutalmente assassinata, con il volto sfigurato a colpi di pietra. Il suo sacrificio, seppur doloroso, rappresenta un monito contro la mafia e un esempio di integrità e impegno per la legalità.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha deciso di commemorare Marcella di Levrano per rendere giustizia alla sua memoria e promuovere il progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità. Invita gli studenti a condividere i propri elaborati, che verranno resi visibili sui canali social del CNDDU, come un tributo alla forza dell’onestà e alla lotta contro l’ingiustizia.

Il Presidente del CNDDU, Prof. Romano Pesavento, ha sottolineato l’importanza di ricordare Marcella di Levrano come simbolo di coraggio e integrità, affinché il suo sacrificio non sia mai dimenticato e continui a ispirare le generazioni future nella lotta contro la criminalità organizzata.

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