Classi e percentuali stranieri

Classi e percentuali stranieri. Tommaso Foti (Fdl) non condivide la tesi di Salvini e Valditara (Lega)  e Ignazio la Russa (Fdl)

Classi e percentuali stranieri. La voce dissenziente di T. Foti (Fdl)

Classi e percentuali stranieri. In questi giorni si parla di scuola. Purtroppo la riflessione politica e intellettuale non riguarda criticità strutturali, organizzative quali l’assenza di sicurezza negli edifici scolastici, la presenza delle classi pollaio e la mancata diffusione dei sistemi di ricambio d’aria.
Si discute unicamente della percentuale massima di presneza degli stranieri in aula.
Tutto è iniziato con una dichiarazione di M. Salvini che ha ipotizzato una percentuale massima del 20% di stranieri in classe. L’idea rilanciata dal Ministro Valditara, anch’egli appartenente alla Lega. Purtroppo occorre registrare il mancato ravvedimento del responsabile all’Istruzione, in presenza di un’ordinanza risalente al 2010. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa. La prova di questo mancato dietrofront è offerta da un post presente sul suo profilo X (ex Twitter) dell’ordinanza”Quelli a cui noi facciamo riferimento sono coloro che purtroppo non conoscono una parola d’italiano e che mantengono gravi deficit di conoscenza della lingua (e persino della matematica) nel percorso successivo, facendo registrare tra l’altro un tasso di dispersione scolastica di oltre il 30% a fronte di una dispersione degli studenti italiani (e tra questi ve ne sono pure di origine straniera) pari ad appena il 9,8%”.
Fatta questa premessa occorre registrare una voce di dissenso, anche nei confronti del Presidente del Senato Ignazio La Russa (Fdl) . Si tratta di Tommaso Foti (capogruppo alla Camera di Fdl), che contrapponendo il realismo all’ideologia ha dichiarato a La Stampa qualche giorno fa e ripresa da Fanpage: “Una legge che dovesse avere carattere di perentorietà nei numeri rischierebbe di scontrarsi contro un limite invalicabile: la realtà dei fatti.Dico solo che nella città in cui vivo, Piacenza, la presenza di alunni non italiani è superiore al 20 o 30 per cento del totale in molti istituti. Non è una scelta. Se in una scuola ci sono cento bambini, settanta stranieri e trenta italiani, anche se li ridistribuisci in quattro classi, il rapporto rimane lo stesso

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