Generazione Z e ansia

Generazione Z e ansia. Un rapporto dell’Iss conferma il male di scuola dei nostri ragazzi. Il disagio però è esistenziale. Gli esempi positivi di M. Berrettini e J. Sinner

Generazione Z e ansia. In un rapporto ISS il male da scuola

Generazione Z e ansia. Purtroppo il legame persiste. Un rapporto dell’Iss (Istituto Superiore della Sanità conferma il preoccupante stato d’animo. Il lavoro riguarda la scuola e il rientro dei nostri ragazzi dopo le vacanze pasquali.
Il malessere inizia al momento di alzarsi. La scuola non è percepita come un luogo per ampliare la loro formazione attraverso conoscenze e abilità, bensì come un elemento di stress. “Ormai, circa il 60% degli studenti accusa una certa dose di pressione generata dagli impegni scolastici. Un dato superiore alla media internazionale. Cosicché la settimana di stacco prevista dalle vacanze pasquali, anziché far riposare le ragazze e i ragazzi dalle fatiche quotidiane, potrebbe aver soprattutto accentuato quel “trauma” da rientro che li affligge ogni lunedì mattina…Dal report, infatti, emerge come solo 1 adolescente su 8 dichiari di apprezzare molto la scuola… Su questo versante, gran parte delle responsabilità di una situazione del genere viene addossata al corpo docente. Complessivamente, il 70% dei ragazzi dice di sentirsi accettato per come è dai propri professori. Perché, allo stesso tempo, solamente il 50% pensa che gli stessi siano anche interessati al loro “destino”. Inoltre, è poco più della metà degli adolescenti (55%) che afferma di fidarsi pienamente del proprio corpo insegnante.(Fonte Ansa)

Benvenuti alla vita! Gli esempi di M. Berrettini e J. Sinner

Il report non meraviglia! Per chi sta a stretto contatto con i ragazzi ne coglie le fragilità, le paure, le insicurezze, ma anche i grandi voli pindarici attraverso i loro sogni e speranze.
Comunque benvenuta la vita! Molto diversa dall’autostrada senza curve o asfalto senza buche o ostacoli . Questa è la vita fatta di cime conquistate con il sudore e mai con l’elicottero.
Porto ad esempio M. Berrettini e J. Sinner. Il primo tennista sta affrontando la risalita dopo l’infortunio che lo ha tenuto per diversi mesi lontano dai campi. Quanta sofferenza ha sperimentato, non tutta espressa! Ha ripreso in mano la sua vita da sportivo, guardando in faccia la realtà spigolosa, fastidiosa e frustrante e in silenzio con molta fatica sta risalendo il fondo nel quale l’infortunio lo ha portato. Lo stress lo circonda, ma egli lo ha trasformato in energia positiva. Ottimo!
Giustamente la maggiore visibilità è di J. Sinner. Un ragazzo, un giovane che ha sempre dichiarato che il successo è frutto di sacrifici. Dietro l’angolo, però  la vittoriacoesiste con la possibilità di fallire.  Egli, però li affronta con un atteggiamento adulto: ” Se vinco ok, se fallisco imparo“. Ottimo atteggiamento mentale per tenere lontano dalla mente l’inevitabile stress da prestazione
Entrambi i tennisti sono esempi di resilienza e di un modo di affrontare la vita, senza farsi irretire dallo stress che in alcuni casi diventa una giustificazione al ritiro sociale o all’inazione.
Sono due giovani che hanno compreso che la vita deve essere affrontata positivamente e non “con il piangersi addosso”.

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