Scuole aperte d'estate

Scuole aperte d’estate. Come ogni anno ritorna il tema della scuola d’estate. La soluzione dimentica la complessità della questione.

Scuole aperte d’estate. Torna la questione

Scuole aperte d’estate. Puntuale torna la questione. In prossimità dell’estate si ripete “L’eterno ritorno dell’uguale” (F. Nietzsche) declinato nella solita richiesta di allungare l’anno scolastico ai mesi di giugno e luglio, rimodulando però il calendario sociale. La proposta pensata sette mesi fa proviene dal blog “Mammedimerda” (potevano scegliere di meglio). E’  articolata in due richieste,raccogliendo finora 33.600 firme. Ecco le loro richieste: <<apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio con attività extrascolastiche e conseguente rimodulazione del calendario scolastico durante l’anno; introduzione obbligatoria del tempo pieno dai 3 ai 14 anni in tutte le scuole per offrire agli studenti e alle studentesse (e alle loro famiglie) la possibilità di scegliere ovunque tra tempo pieno e parziale>>.

Una soluzione semplice per un problema complesso

Le richieste ovviamente non possono essere risolutive. Limitandosi alla prima, se questa fosse stata colta come la soluzione efficace, siamo persuasi che sarebbe stata adottata da diverso tempo. Questa difficoltà è colta dal gruppo delle mamme <<Sappiamo che intervenire sul calendario scolastico è complesso – ha affermato Francesca Fiore – e che sono tanti i dubbi su questa questione, ma crediamo che per i bambini e le bambine e per le loro famiglie oggi sia fondamentale iniziare a parlarne e farlo seriamente>>.
Le criticità sono diverse. Innanzitutto non è applicando la proprietà commutativa al calendario sociale che si risolve il problema. Le sospensioni scolastiche durante l’anno porrebbero gli stessi problemi estivi.
Altro nodo riguarda la normativa vigente “L’anno scolastico prevede almeno 200 giorni di lezione. Il riferimento è  Decreto legislativo n. 297/94,  che prevede che l’anno scolastico è valido se si svolgono 200 giorni di lezione (art. 74 comma 3)“.   Scrivevo:  <<ogni richiesta deve commisurarsi con la normativa. Diversamente esprime una posizione carica di sensazionalismo. Nulla più.
Nel nostro Paese è presente un pensiero liquido, debole basato sull’individualismo. Parafrasando T. Hobbes, J. Locke e J.J.Rousseau chi esprime questa condizione si trova  in uno stato di natura che per ciascun autore ha caratteristiche diverse. Limitandoci però a T. Hobbes la condizione pre-sociale è definita dall’uguaglianza dei diritti di ciascun individuo. Ne consegue che ognuno si contrappone duramente all’altro>>.
Sorprende, infine (ma non troppo) che nella petizione non c’è traccia di richiesta per migliorare il ben-essere dei ragazzi, attraverso l’installazione di climatizzatori (almeno nelle città).
Senza questa soluzione le attività didattiche proposte (coding, lingue straniere) sono destinate a essere poco efficaci dal punto di vista formativo.

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