Il caso Pioltello fa ancora parlare.

È infatti al vaglio del governo un provvedimento di “chiusura” verso le autorizzazioni a feste religiose, se non in presenza di accordi tra Stato e istituzioni religione riconosciute.

A scatenare  la discussione era stato il caso dell’istituto Comprensivo Iqbal Masih di Pioltello (Milano), che per la prima volta per una scuola pubblica italiana aveva chiuso per la festa di fine  Ramadan, giustificando la decisione con la scarsa presenza di bambini di religione non islamica e quindi con una minimale presenza in classe di allievi. La delibera, da parte dell’Istituto milanese è dello scorso anno, ed è stata quindi adottata sulla base delle scelte collegiali, nell’ambito del principio dell’autonomia scolastica.

A Pioltello hanno fatto eco gli Atenei per Stranieri di Siena e Perugia, e molte associazioni universitarie hanno chiesto ai rispettivi Rettori di prendere in esame la stessa decisione.

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in uno scritto al dirigente scolastico ha sostenuto la scelta di chiudere le porte delle aule; ciò nonostante la polemica non si placa, sia a livello locale che in ambito nazionale.

Il caso, però, è arrivato prima sui banchi del consiglio regionale Lombardia (una mozione presentata dal leghista Davide Caparini è stata però respinta) e poi sui banchi del Parlamento. In quest’ultima sede, invece, il deputato democratico

Soumahoroha invece comunicato attraverso i suoi canali social di aver depositato una proposta di legge per rendere festiva la fine del Ramadan.

Dal mondo della cristianità l’Arcivescovo di Milano, monsignor Delphini, non si è espresso direttamente sulla vicenda, ma  ha rilasciato una dichiarazione in cui rilevava che «una delle cose più importanti della vita è la religione. Non so come è il regolamento delle scuole, si sospende anche a Carnevale».

Da Via Trastevere filtra intanto qualche indiscrezione sulle ipotesi di norma anti-chiusura: allo studio ci sarebbe una normativa che limiti le assenze scolastiche legate a feste religiose ai soli casi con accordi tra Stato e confessioni religiose.Il Ramadan 2024 si è concluso, il dibattito sociale e politico invece non si placa.

 

 

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