Ciao Con un lungo documento che alleghiamo, il Comitato per la proroga dei contratti PNRR e Agenda Sud intimano al Ministro Valditara di intervenire immediatamente, invitando qualora non dovesse avvenire ciò, tutte le forze politiche dell’attuale legislatura a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro dell’Istruzione e del Merito.


 

Il governo Meloni ha consegnato alla storia della scuola italiana due date: il 31 dicembre 2023 ed il 15 aprile 2024.

Faremo un breve e doveroso riassunto per lasciare anche noi alla storia le reazioni di diecimila lavoratori della scuola, illusi ed ingannati dalla politica.
Il primo dicembre 2023 un esponente della Lega, l’onorevole Rossano Sasso, insieme al Ministro Valditara ed all’onorevole Roberto Marti, sempre appartenente alla Lega, pubblicava sul proprio profilo Facebook un reboante post del seguente tenore:

PROROGATI I CONTRATTI DEL PERSONALE ATA FINO A GIUGNO 2024: Lo avevamo promesso, lo abbiamo realizzato. Il personale Ata del c.d. ex organico covid potrà lavorare fino al termine dell’anno scolastico.
Un impegno della Lega iniziato alla Camera a Luglio nel DL Pa bis, con un emendamento a mia firma che reperiva le risorse necessarie per lavorare fino al 31 dicembre e completato brillantemente al Senato oggi dal Presidente Roberto Marti.
Il tutto non sarebbe stato possibile senza l’impegno e la visione del Ministro Valditara.
Un giusto riconoscimento a queste donne e a questi uomini il cui lavoro è fondamentale per la nostra comunità scolastica.
Un successo targato Lega, ancora una volta promessa mantenuta.
Rossano Sasso capogruppo Lega Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.

Detto fatto!!
Anzi no.

Tutto il contrario !!

Scusate tanto. Ci siam sbagliati.

Quel post dell’onorevole Rossano Sasso, andrebbe consegnato anch’esso alla storia della scuola italiana per far capire l’attenzione della Lega, di tutto il governo di centro destra targato Giorgia Meloni ed in generale di tutta la politica italiana, al mondo dell’istruzione.

All’onorevole Sasso un merito gli va riconosciuto: il coraggio delle proprie azioni. Infatti, nonostante sappiano tutti come in realtà siano andate le cose, quel post è ancora li a gridare vendetta, a futura memoria del personale ATA.

Pare che il “vizietto” di tagliare fondi e personale alla scuola sia una prerogativa del centro destra, innanzitutto.

E di questo, stavolta, i lavoratori della scuola ne faranno tesoro. Già a partire dalle prossime elezioni europee.
Una prerogativa che viene da lontano, quando al Mef sedeva il Ministro Giulio Tremonti e al Ministero dell’Istruzione tale Maria Stella Gelmini (quella del Tunnel tra il Cern ed il Gran Sasso, per capirci!!).

Ma pure la sinistra ci ha messo del suo a sfasciare la scuola nel corso dei decenni. Mica no?!

Ed allora ecco che vengono in soccorso le parole del Dottor Nicola Gratteri magistrato antimafia, oggi Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli:
Il problema in Italia è che nel corso dei decenni, non si è voluto investire in istruzione perché il potere non vuole un popolo istruito; vuole un popolo ignorante, un popolo bue, un popolo che ride davanti alle barzellette, davanti alle trasmissioni leggere; ti fa vedere trasmissioni di ragazze seminude che non sanno la tabellina del cinque, che prima sono passate due o tre volte dal chirurgo plastico; poi vanno in televisione ed escono su quei giornali patinati, quelli che costano 1 euro e poi nessuno va ad intervistarle l’anno dopo perché magari per mangiare si deve prostituire. Ma intanto quella che non sa la tabellina del cinque è li in televisione.
In un modello sociale dove c’è una ignoranza abbondante è ovvio che tu segui quel modello
”.
Il dottor Gratteri, con il dono della sintesi, ha rappresentato in poche parole lo scarso interesse che hanno avuto i governi che si sono succeduti negli anni in Italia verso la scuola.
Come esempio tra tutti possono essere citati i famosi “tagli lineari” del ministro Giulio Tremonti.

Correva l’anno 2011 e il governo a guida Berlusconi tagliava in tre anni di 81.120 cattedre e 44.500 ATA suddivisi tra assistenti amministrativi, tecnici ed ausiliari. (fonte Il Sole 24 Ore).

Il successivo anno scolastico 2011-2012 vedrà ancora in piedi 207.123 posti (il 6,3% in meno rispetto al 2010-2011).
Ci saranno 10.758 collaboratori scolastici in meno, 2.805 assistenti amministrativi, 456 assistenti tecnici e 147 DSGA
, i Direttori dei servizi generali e amministrativi.

Da sempre si messo a rischio la qualità dell’istruzione, la funzionalità delle scuole, la sicurezza degli studenti nei laboratori, la vigilanza e l’assistenza a tutti gli alunni e maggiormente ai disabili. La scuola dovrebbe essere come un terreno fertile, dove poter seminare piantine che crescano forti e rigogliose e diano da mangiare a chi ne ha bisogno domani.

L’istruzione dovrebbe essere alla base di ogni iniziativa sociale, perché è dalla scuola che nascerà la futura classe dirigente. I governi, invece, la considerano come un peso, un bancomat su cui fare cassa, un serbatoio nel quale dirottare altre categorie di lavoratori precari, ingannate dalla stessa politica a discapito di chi nella scuola c’è già da anni con spirito di sacrificio e dedizione al lavoro.

Ma torniamo all’organico aggiuntivo PNRR e Agenda Sud del personale ATA.
Nelle intenzioni del governo Meloni e degli esponenti di maggioranza vicini al comparto scuola, questo piano straordinario di diecimila assunzioni si sarebbe dovuto protrarre sino al 30 giugno 2024. E si badi bene che le predette assunzioni hanno ben poco di aggiuntivo poiché, in realtà, sono servite a sopperire, solo in minima parte, ai tagli della macelleria sociale operati dallo stesso centro destra ed in generale da tutta la politica.

Inutile sottolineare la fiducia con cui 10000 lavoratori della scuola hanno accolto il provvedimento.

C’è chi addirittura si è spostato fuori regione, accollandosi costi maggiori e difficoltà logistiche, rispetto ad altri colleghi, pur di avere un incarico a tempo determinato i cui compensi, come ampiamente noto, vengono corrisposti anche con tre/quattro mesi di ritardo.

Ma il sogno è durato poco.
La prima mazzata l’hanno avuta i 4000 assistenti amministrativi e tecnici, letteralmente sbattuti in strada il 31 dicembre 2023, senza nemmeno un preavviso, contrariamente alle promesse di proroga al 30 giugno 2024.

E proprio per questo lo scrivente comitato sta valutando l’ipotesi di intentare una class action contro il governo.

Successivamente, è toccato ai 6000 collaboratori scolastici.
Infatti, contrariamente a tutti gli annunci pubblicati sui profili social dei politici di maggioranza, oltre che su testate on line specializzate della scuola, per loro il 16 aprile 2024 si sono spalancate le porte della disoccupazione.

Il giorno 11 aprile 2024 la FLC CGIL dirama un comunicato del seguente tenore: Mobilitazione ATA e dirigenti: la FLC CGIL strappa l’impegno a prorogare i contratti ATA

In sede di tentativo di conciliazione il MIM assicura impegno per la proroga dei contratti ATA PNRR. Il confronto prosegue su tutti gli altri temi martedì 16 aprile.

Oggi giovedì 11 aprile 2024 si è svolto l’incontro per il tentativo di conciliazione a seguito della proclamazione dello stato di agitazione da parte della FLC CGIL del personale ATA e del personale dirigente scolastico sui temi che attualmente affliggono le loro condizioni di lavoro. L’incontro si è svolto presso la sede del Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale.
Per la FLC CGIL erano presenti, oltre alla segretaria generale, Gianna Fracassi, le responsabili della dirigenza scolastica e del personale ATA.
Un primo risultato viene acquisito dal momento che l’Amministrazione ha dato un riscontro positivo su uno dei temi più importanti delle rivendicazioni da noi avanzate: i contratti del personale ATA a tempo determinato per l’espletamento dei progetti legati al PNRR e all’Agenda Sud saranno prorogati oltre il 15 aprile.

Sembra fatta!!

Se lo dice la CGIL c’è da potersi fidare, pensano i 6000 collaboratori scolastici.

Il giorno 16 aprile 2024 la FLC CGIL, dirama un secondo comunicato:
Contratti collaboratori scolastici PNRR e Agenda Sud: niente proroga immediata ma solo una PROROGA DIFFERITA

Licenziati 6 mila collaboratori scolastici.

Potranno essere ricontrattualizzati appena ci sarà una norma specifica.
Le indicazioni della nota ministeriale confliggono con le parole di Valditara che pochi giorni fa aveva assicurato di aver trovato la copertura finanziaria per garantire la continuità delle attività.

È stata appena diramata alle scuole la nota 2845 del 16 aprile 2024 a firma dai due capi dipartimento del MIM con la quale si comunica che la proroga relativa ai 6 mila collaboratori assunti come supporto alla realizzazione delle misure finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalle iniziative di Agenda Sud scaduti ieri 15 aprile non ci sarà.

Questi lavoratori potranno essere ricontrattualizzati solo in occasione di una prossima norma specifica che sarà inserita nel primo provvedimento utile.
Pertanto contrariamente alle parole pronunciate sabato scorso dal Ministro Valditara che aveva parlato di “garantire la massima continuità delle attività che il personale sta svolgendo a supporto delle scuole, a fronte di molteplici scadenze, dal PNRR ad Agenda Sud

6 mila collaboratori scolastici sono da oggi senza lavoro e senza stipendio.

Riteniamo grave che, a fronte di una copertura finanziaria già prevista peraltro confermata nella stessa nota ministeriale, il Ministro venga meno alla sua parola pubblica e non abbia trovato il modo insieme ai dipartimenti di trovare una soluzione per via amministrativa per evitare l’ingiusto e disastroso licenziamento di 6 mila persone, interponendo addirittura altro tempo alla proroga di questi contratti.

La FLC CGIL anche per questa ragione conferma lo stato di agitazione indetto sulle problematiche ATA.
Nel secondo comunicato della FLC CGIL appare il termine proroga differita che, inserito nel contesto in esame appare come un ossimoro.
Ci troviamo costretti a rammentare alla FLC CGIL che la proroga differita è un termine corretto ma utilizzabile in materia di appalti e non già nella fattispecie che ci riguarda.

Si veda TAR Lazio Roma, Sez. II bis, 30.05.2023, n. 9167, il quale ha sancito che una volta disposta la proroga dell’affidamento di un servizio pubblico in appalto ai sensi e nei limiti di cui all’art. 106 comma 11 del d.lgs. 50/2016, fino alla scadenza del termine a tale scopo previsto già nel disciplinare e nel contratto (nel caso di specie, sei mesi), il termine possa essere differito ancora, laddove ciò sia strettamente necessario al completamento della gara (indetta nella pendenza della proroga originaria).

Per quanto ci riguarda il contratto si è chiuso il 15 aprile 2024; il 16 aprile non c’è stata alcuna presa di servizio dei 6000 collaboratori scolastici, quindi nessuna proroga.

La V commissione bilancio, tesoro e programmazione, nella seduta del 12 aprile ha respinto/bocciato tutti gli emendamenti, finalizzati ad attuare la proroga, presentati sia da membri di maggioranza che di opposizione.
Contrariamente alle dichiarazioni della sottosegretaria al MIM Paola Frassinetti che, appena qualche giorno prima, in risposta ad una interrogazione dell’onorevole Antonio Caso in commissione istruzione aveva testè dichiarato:
nel condividere l’esigenza di intervenire per prolungare i contratti in essere al 30 giugno 2024 informo che sono in corso le necessarie interlocuzioni per individuare le risorse destinate alle predette finalità pari a circa 20 milioni di euro”.

In un colpo solo il centro destra, quello che ha abolito il reddito di cittadinanza per favorire la “vera” occupazione, si è sbarazzato di 10000 lavoratori che finiranno, inevitabilmente, per gravare sulle casse dell’Inps, finanziate dagli stessi lavoratori e non già dalla politica.

Una operazione da consegnare alla storia!!

Una nota degna di menzione va fatta per il Ministro Valditara.
Infatti, nello stesso giorno in cui la commissione bilancio respingeva tutti gli emendamenti presentati per consentire ai collaboratori scolastici di poter proseguire nei loro incarichi, come promesso sino al 30 giugno 2024, il titolare del dicastero all’istruzione pubblicava sul proprio profilo Facebook un post che definire “intempestivo” è riduttivo.
Il post recita testualmente:
Firmato il decreto che stanzia 400 milioni di euro per finanziare attività di inclusione, socialità e potenziamento delle competenze per il periodo di sospensione estiva delle lezioni.
Lo avevamo promesso lo scorso anno e ora, anche grazie a un incremento sostanzioso dei fondi, siamo in grado di mettere in campo un Piano estate ampliato e rinnovato. Il nostro obiettivo è una scuola che sia punto di riferimento per gli studenti e per le famiglie anche d’estate, con sport, attività ricreative, laboratori o attività di potenziamento, ricorrendo a tutte le sinergie positive possibili, dagli enti locali alle associazioni del terzo settore. Una scuola che sia sempre più un luogo aperto, parte integrante della comunità per tutto l’anno, realizzando attività di aggregazione e formazione soprattutto per i bambini e i ragazzi che, in estate, non possono contare su altre esperienze di arricchimento personale e di crescita a causa delle esigenze lavorative dei genitori o di particolari situazioni familiari.

Eccellente signor ministro. Eccellente!!

Scuole aperte d’estate da un lato, utilizzando fondi europei/PNRR, e dall’altro licenziamento di 6000 collaboratori scolastici appartenenti all’organico aggiuntivo PNRR il 16 aprile 2024.

Forse, il prossimo passo del centro destra e della politica sarà l’abolizione delle ferie del personale ATA di ruolo.
E, ovviamente, il tutto con la compiacenza dei sindacati come la CGIL, la CISL e l’ANIEF, che d’accordo con il governo diranno: “se non avessimo firmato l’accordo avremmo danneggiato i lavoratori”.

Altrimenti, come potrebbero restare aperte le scuole d’estate?

Tra l’altro, leggendo sommariamente il decreto 72/2024, abbiamo appreso che i 400 milioni di €uro provengono da fondi europei o comunque legati al PNRR.

Quindi, licenziare 6000 collaboratori scolastici assunti con contratti legati al PNRR (perché sui nostri contratti di lavoro c’è scritto chiaramente nella premessa “…che l’Istituto xy è impegnato nell’attuazione di interventi relativi al PNRR…”) appare una scelta totalmente errata nelle finalità oltre che nelle modalità e, forse, ma non siamo giuristi, con apparenti caratteri di illegittimità.
Infatti, il decreto n.72/2024 stanzia ben 400 milioni di euro e riguarda il Piano per la definizione di percorsi educativi e formativi per il potenziamento delle competenze, l’inclusione e la socialità nel periodo di sospensione estiva delle lezioni negli anni scolastici 2023-2024 e 2024-2025 (c.d. Piano Estate) a valere sulle risorse di cui al Programma nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027” in attuazione dei Regolamenti (UE) n. 2021/1057, (UE) n. 2021/1058 e (UE) n. 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021.

Tra l’altro, sempre leggendo sommariamente il decreto di cui sopra, ci è sembrato di intravedere delle parole alle quali il centro destra risulta essere particolarmente legato.
Per agevolarne la ricerca da parte del lettore, riporteremo un estratto del decreto:
CONSIDERATO che è possibile la partecipazione all’iniziativa in questione anche delle scuole paritarie non commerciali; ed ancora:
È demandata all’Autorità di gestione del programma nazionale “Scuola e competenze” 2021- 2027 presso l’Unità di missione del Piano nazionale di ripresa e resilienza del Ministero dell’istruzione e del merito la predisposizione di un avviso pubblico rivolto alle istituzioni scolastiche statali e paritarie non commerciali con l’indicazione dei criteri di selezione e delle modalità di adesione.

Ne prendiamo atto, signor ministro!!

La sua linea è licenziare i lavoratori pubblici per favorire i privati.
Il mondo della scuola pubblica italiana, che interesseremo in tutti i modi possibili, ne trarrà le dovute considerazioni sin dalle prossime elezioni europee.

Il lettore forse, giunto a questo punto, potrebbe pensare di poter tirare una boccata d’ossigeno. No. Non è ancora il momento.

Domenica 14 aprile 2024, complice forse l’aria di primavera che risveglia pure gli orsi in letargo, è apparso sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito il seguente comunicato:
Scuola, il Ministero stanzia 14 mln per la proroga di 6 mila contratti ATA. Valditara:Ulteriore impegno per garantire continuità delle attività a sostegno PNRR e Agenda Sud

Nell’ambito delle politiche perseguite dal Ministro Valditara si è riusciti ad assicurare sino ad ora alle Istituzioni scolastiche italiane un supporto significativo grazie all’impiego, a tempo determinato, di circa 6.000 collaboratori scolastici aggiuntivi delle categorie ATA. Questo contingente sta svolgendo un ruolo importante nel sostegno al sistema educativo, peraltro durante una fase caratterizzata dalla realizzazione delle misure finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalle iniziative di Agenda Sud.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, su indicazione del Ministro Valditara, al fine di assicurare il proseguimento di queste attività, ha individuato una dotazione di circa 14 milioni di euro, direttamente nel bilancio del Ministero, da destinare alla proroga dell’impiego di questo personale, proroga che sarà disposta con un intervento legislativo nel primo provvedimento disponibile.
È un ulteriore impegno, da noi fortemente voluto, per garantire la massima continuità delle attività che il personale sta svolgendo a supporto delle scuole, a fronte di molteplici scadenze, dal PNRR ad Agenda Sud”, ha dichiarato il Ministro Valditara.

Ebbene si, dopo un palleggio di cifre all’interno dello stesso Ministero dell’Istruzione tra la sottosegretaria Paola Frassinetti che, come esposto precedentemente, qualche giorno fa dichiarava che erano in corso le necessarie interlocuzioni per individuare le risorse destinate alle predette finalità pari a circa 20 milioni di euro e la V Commissione Bilancio, il Ministro sconfessa la sua stessa sottosegretaria dichiarando che per la proroga dei 6000 contratti PNRR e Agenda Sud dei collaboratori scolastici occorrono 14 milioni (ben 6 milioni di euro in meno, mica bruscolini) e si accorge della loro esistenza tra i meandri dei fondi del bilancio ministeriale.

Questione chiusa? 6000 collaboratori scolastici possono rientrare in servizio?

Manco a dirlo!!

Il 16 aprile 2024, i funzionari Ministeriali Carmela Palumbo e Jacopo Greco fanno partire una nota a loro firma diretta a istituzioni scolastiche, (le uniche scritte in minuscolo per evidenziarne la loro importanza), Direzioni degli uffici scolastici regionali e Organizzazioni Sindacali.

Tralasceremo di soffermarci sui profili di scarsa comprensibilità della predetta nota, già evidenziati da questo comitato in un precedente comunicato ed al quale integralmente ci riportiamo, che hanno letteralmente gettato nel caos migliaia di segreterie scolastiche, poiché il documento ministeriale nulla chiarisce in merito alla data di inizio validità dei contratti a stipularsi, né alla data di chiusura ma, soprattutto, nulla viene specificato sia sulla eventuale soluzione di continuità degli stessi con i precedenti contratti scaduti il 15 aprile 2024, che sulla titolarità degli stessi.

Morale della favola 6000 collaboratori scolastici sono a tutt’oggi disoccupati e non è dato sapere, visto lo stato di incertezza, se possano o meno accettare nuove supplenze perdendo, di fatto, soldi e punteggio!!!

Ciò premesso,

  • VISTO che tutte le precedenti comunicazioni dello scrivente comitato già inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro Valditara, a tutti i politici di maggioranza del comparto scuola, ai membri della Commissione Bilancio della Camera, ai sindacati ed agli organi di stampa sono rimaste inevase ed inascoltate.
  • CONSIDERATO che la mancata proroga dei 6000 contratti di lavoro PNRR e Agenda Sud dei collaboratori scolastici causerebbe un’ulteriore carenza di personale, con ricadute negative sulla qualità dell’istruzione e sulla sicurezza degli studenti e delle stesse scuole, già a corto di personale;
  • CONSIDERATO che i progetti e le attività a carico delle scuole aumentano, come testimonia il decreto 72/2024 del Ministero dell’Istruzione e del Merito;
  • CONSIDERATO che i pochi collaboratori scolastici rimasti non possono addossarsi tutte le responsabilità, e il rischio è di un calo drastico della qualità dei servizi offerti;
  • CONSIDERATO che esiste uno specifico ordine del giorno dei deputati di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano e Alessandro Amorese che impegna il Governo a valutare la proroga dei contratti ATA già in essere dal 15 Aprile al 30 Giugno 2024.
  • CONSIDERATO che gli stessi onorevoli titolari del predetto o.d.g. hanno dichiarato che i contratti per personale ATA aggiuntivo a valere sui fondi PNRR e su Agenda Sud rappresentano due linee di investimento che stanno consentendo alle scuole di potenziare le infrastrutture esistenti e di arricchire l’offerta formativa con una serie di progettazioni rivolte a superare i divari territoriali e a contrastare la dispersione scolastica.
  • CONSIDERATO che una simile opera di potenziamento richiede ovviamente più lavoro in fase amministrativa e più supporto nella fase organizzativa e di realizzazione.
  • CONSIDERATO che non è possibile prescindere in questa fase dall’apporto prezioso del personale ATA che garantisce la regolare prosecuzione delle attività già messe in cantiere per questo anno scolastico dalle singole Istituzioni scolastiche aderenti.
  • CONSIDERATO che giovedì 11 aprile 2024 si è svolto l’incontro presso la sede del Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale per il tentativo di conciliazione a seguito della proclamazione dello stato di agitazione da parte della FLC CGIL del personale ATA e che in tale sede il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha assicurato l’impegno per la proroga dei contratti ATA PNRR.
  • CONSIDERATO che la proroga è una questione di urgenza assoluta, non solo per tutelare i diritti dei lavoratori, ma anche per garantire il regolare svolgimento delle attività scolastiche e, che pertanto, è fondamentale che l’organico aggiuntivo del personale ATA diventi strutturale.
    Tutto ciò premesso, il comitato per la proroga dei contratti PNRR e AGENDA SUD dei collaboratori scolastici
    INVITA E DIFFIDA
    La Presidenza del Consiglio dei Ministri e tutti i destinatari in indirizzo alla immediata riassunzione dei 6000 collaboratori scolastici di organico aggiuntivo PNRR e Agenda Sud prevedendo come data di fine contratto non più il 30 giugno 2024 ma il 1 settembre 2024 (giorno di chiusura delle attività del piano estate finanziate con fondi PNRR) al fine di garantire tutti i lavori di supporto operativo alle attività previste nel predetto decreto 72/2024 e consentire la regolare esecuzione del piano estate, attuando ogni idoneo provvedimento normativo allo scopo.
    Altresì, sempre attuando ogni idonea disposizione di legge, invita le medesime autorità in indirizzo alla immediata riassunzione, con contratto di durata valida sino al 1 settembre 2024, del contingente di assistenti amministrativi PNRR, già precedentemente assunto sino al 31/12/2023, e non prorogato nonostante precisi impegni della maggioranza, per consentire il regolare espletamento dell’ulteriore carico di lavoro connesso agli adempimenti amministrativi del piano estate, vista la concomitanza di ulteriori tre fattori che, se non idoneamente supportati, metterebbero letteralmente in ginocchio le segreterie: procedure di prima fascia e terza fascia del personale ATA e ferie del personale di ruolo delle segreterie.
    Ed ancora, sempre in considerazione di tutto quanto sinora esposto,

INVITA


Tutte le forze politiche dell’attuale legislatura a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

IL COMITATO PER LA PROROGA DEI CONTRATTI PNRR E AGENDA SUD DEI COLLABORATORI SCOLASTICI DEL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE E DEL MERITO


Lettera integrale arrivata alla nostra redazione a cui con gran piacere e sostegno diamo comunicazione

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Un pensiero su “I Collaboratori scolastici diffidano il Ministro”

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