La discussione sulla riforma degli istituti tecnico-professionali ha preso il via oggi in commissione, suscitando un acceso dibattito tra le forze politiche. Il Movimento 5 Stelle ha lanciato una dura critica al ddl Valditara, definendolo “pericoloso” e accusando la maggioranza di voler creare una subalternità della scuola pubblica al mondo delle imprese.

 

I deputati M5S, Antonio Caso, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato, hanno dichiarato che i 600 emendamenti presentati sono una chiara dimostrazione della loro totale opposizione alla riforma. Essi sostengono che il testo miri a “produrre” lavoratori in serie, sacrificando la creatività e la formazione multidisciplinare degli studenti sull’altare delle esigenze immediate delle imprese private.

La critica si concentra anche sull’uso dei termini “filiera” e “addestramento” nel testo della riforma, che secondo il M5S allarmano coloro che credono che il compito principale della scuola sia quello di formare individui pensanti e critici. Inoltre, viene sollevata l’accusa che la riforma tenti subdolamente di anticipare l’Autonomia Differenziata, aggravando le disparità tra gli studenti delle diverse regioni.

Il dibattito in commissione si preannuncia acceso, con il Movimento 5 Stelle determinato a combattere contro una riforma che ritiene dannosa per il futuro dell’istruzione tecnico-professionale nel paese.

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