Da tempo cercavo un luogo adatto alla presentazione del mio  libro “Dalla lettera al computer Un dialogo a più voci” e  anche un pubblico adatto a recepirne il messaggio. A volte nella vita succede l’imprevedibile! Lontana dalla scuola da più di vent’anni non avrei mai  pensato di ritornarci a 79 anni. L’occasione, provvidenziale, mi è arrivata grazie all’invito  dei ragazzi, un tempo 5B, che festeggiavano trent’anni dalla maturità. Tra l’emozione e la gioia ho accettato  con entusiasmo  e domenica 7aprile 2024 ci siamo ritrovati in un luogo ameno,  dove palpabile era la primavera. Era quello il luogo più adatto per presentare anche il mio libro e i ragazzi il  pubblico migliore.

Seduta a capotavola, come dalla cattedra, su loro richiesta,  ho fatto l’appello come una volta tra la gioia dei presenti. In un clima molto festante ci siamo ricordati degli aneddoti che avevano caratterizzato un tempo il nostro percorso scolastico. Era palpabile la gioia di ritrovarsi.  A tratti il passato inghiottiva nostalgico il presente, mentre le esperienze raccontate caratterizzavano la vita di ognuno, compresa la mia.

Il tempo non concede pause e scorre inesorabile; trent’anni avevano segnato per ognuno scelte di vita diverse e i ragazzi di allora avevano ceduto il passo agli adulti con pieno senso di responsabilità e uno sguardo fermo al futuro. Terminato il pranzo, un gazebo ci attende   tra un verde refrigerante. Prendo i libri e li distribuisco. Salta agli occhi la copertina e il retro con i quadri di Picasso. Colgo subito l’occasione per parlare delle mie esperienze postume fatte con altri ragazzi ed essenzialmente  delle Arti, invitandoli a coltivarle perchè donano bellezza alla vita e ricchezza allo spirito. Sfoglio il libro e glielo illustro nelle varie parti ed emerge una scuola confidenziale fatta di rispetto e di dignità. Non mi era mai capitato di presentare un mio libro nella natura, con un tempo così amico e a un pubblico così attento ad ascoltare perché impegnato ora con la scuola dei propri figli.

Li tranquillizzo dicendo loro che gli insegnanti sono bravissimi e che portano con onore un fardello non semplice ma che hanno bisogno di essere rispettati e  sostenuti per il lavoro delicato che svolgono. Che la scuola sia di nuovo  luogo di crescita dove la dignità e il rispetto annullino ogni violenza e l’insegnante ridiventi  il pernio fondamentale per l’educazione, la conoscenza e la formazione; è necessario investire e molto in cultura per evitare l’irreparabile.  Condividono e annuiscono. La   lezione ha avuto l’effetto sperato.  Mi convinco ancora di più che i giovani sono da sempre i migliori ascoltatori  e che vanno  aiutati nei loro progetti di vita. Il dialogo del libro a più voci si espande a loro, ed è ciò che desideravo. Non avrei mai sperato tanto!.  Firmo i libri-con affetto-, li guardo con l’affetto di sempre mentre godo della bellissima pianta di limoni posta accanto a me e già mi inonda, anche se non pienamente fiorite, il profumo delle zagare.

Grazie ragazzi per la bellissima giornata

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