Una manifestazione di studenti e insegnanti precari si è terrà il 21 nella capitale per esprimere il dissenso verso la nuova riforma del reclutamento docenti.

La riforma, che introduce nuovi percorsi formativi da 30, 36 e 60 CFU, ha suscitato il malcontento di studenti e lavoratori a causa dell’assenza di finanziamenti governativi per l’attivazione dei corsi. Di conseguenza, i costi, che possono arrivare fino a 2.500€, gravano interamente su chi desidera intraprendere la carriera dell’insegnamento.

Virginia Mancarella, rappresentante di Link – Coordinamento Universitario, ha dichiarato: “I costi sono proibitivi per la maggior parte degli studenti. Abbiamo chiesto riduzioni per le fasce di reddito più basse, ma è necessario un intervento a livello nazionale.”

La riforma prevede un doppio ostacolo per l’accesso all’insegnamento: oltre alla selezione per titoli e al completamento del percorso formativo, i candidati dovranno affrontare una prova finale e un concorso, con costi aggiuntivi e senza garanzie di trovare la propria classe di concorso vicino a casa.

La situazione attuale del mercato abitativo e del trasporto pubblico rende difficile per molti studenti la possibilità di essere fuorisede o pendolari. Mancarella ha sottolineato: “La scuola italiana già soffre la mancanza di oltre 30.000 docenti. Questa riforma rischia di aggravare la situazione, con classi sovraffollate e una didattica discontinua.”

La protesta contiene con un appello al governo: “Chiediamo una scuola che selezioni i futuri insegnanti per le loro capacità, non per la loro disponibilità economica.”

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