Maggio si preannuncia un mese cruciale per il futuro del personale docente e ATA con la ripresa del confronto all’Aran. Le discussioni si concentreranno su temi di rilevante complessità che riguardano le sanzioni e la loro gestione, sia in Italia che all’estero.

 

Dopo i primi incontri preliminari, che hanno visto l’apertura della trattativa per la sequenza contrattuale prevista dall’articolo 179 del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro), le parti coinvolte hanno deciso di focalizzarsi su questioni particolarmente delicate.

Si parte l’8 maggio, alle ore 15, si discuterà della responsabilità disciplinare per il personale docente ed educativo, come delineato dall’articolo 48 del CCNL 2019-21. Ci sarà da risolvere la questione delle contestazioni e del processo di esame dei casi, ad oggi dopo la firma del CCNL 19/21 tutto è passato nelle mani dei Dirigenti Scolastici che in un colpo solo fanno la parte del PM e del Giudice se così si può semplificare. L’incontro servirà a contenere questo super potere dato nelle mani di una persona sola? Staremo a vedere, nel frattempo la UIL Scuola (non firmataria del CCNL19/21) coerentemente con quanto già espresso, ha già dichiarato battaglia dal palco del 23 Maggio di Roma, mentre Anief (firmataria del CCNL19/21) ha fatto invece sapere che lavorerà per limitare questa norma, staremo a guardare.

Nella stessa giornata, ma di mattina, si affronteranno invece temi legati alla disciplina del rapporto di lavoro del tecnologo a tempo indeterminato e l’attuazione delle normative relative al personale delle scuole italiane all’estero, spesso soggetto a tagli e ridimensionamenti da parte dei governi, che non sembrano riconoscere l’importanza della loro presenza nelle città simbolo del mondo.

Il 13 maggio, alle ore 11, i riflettori saranno puntati sulla disciplina del rapporto di lavoro del personale delle scuole italiane all’estero, un argomento che suscita preoccupazione in quanto le scuole sono sempre più minacciate da riduzioni di budget e di personale, un trend che mette a rischio la promozione della cultura e della lingua italiana nel mondo.

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