Le nuove modalità di accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia stanno suscitando un acceso dibattito tra gli studenti universitari. Secondo quanto dichiarato da Virginia Mancarella, coordinatrice nazionale di Link Coordinamento Universitario, la tanto attesa apertura numerica si rivela essere una delusione per molti.

La riforma proposta, anziché promuovere un accesso più equo e inclusivo, sembra favorire ulteriormente le istituzioni private a discapito di una formazione più democratica e meritocratica. La valutazione basata sul superamento di un test semestrale e la collaborazione con università telematiche solleva preoccupazioni riguardo alla qualità dell’istruzione e all’accessibilità economica per tutti gli studenti.

Il dissenso degli studenti si fa sempre più forte, con l’intento di mobilitarsi per difendere il diritto allo studio e per chiedere una riforma che investa concretamente nel Sistema Sanitario Nazionale e nel comparto universitario. Solo così si potrà garantire un accesso più equo e una formazione di qualità per le future generazioni di professionisti medici.

Qui la lettera arrivata alla redazione:

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