I 400 milioni che fanno capo al Programma nazionale “Scuola e competenze 2021-2027” per i progetti estivi che sono stati stanziati l’11 aprile per finanziare attività di inclusione, socialità e potenziamento delle competenze per il periodo di sospensione estiva delle lezioni che interessano gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25 non potevano essere utilizzate per altro?

Tra l’altro l’attivazione della “Scuola d’estate” causa anche un aggravio di lavoro per le dirigenze e le segreterie, l’organizzazione è fumosa e si sa solo che saranno dei progetti e i docenti che parteciperanno ai progetti saranno pagati come ore aggiuntive e non di insegnamento. Valditara si è messo sulla difensiva e ha detto subito che docenti e ATA saranno retribuiti per tutte le attività che svolgeranno.  Nel dettaglio l’importo lordo dipendente di 35,00 € per ogni ora aggiuntiva di insegnamento in attività progettuali, di 17,50 € per ogni ora aggiuntiva non di insegnamento e sono pagate di solito entro il 31 agosto. Consideriamo anche che tra il 1° luglio e il 31 agosto gli unici docenti a cui fare affidamento sono i docenti di ruolo e i docenti precari con contratto annuale. Questa fumosità non aiuta e probabilmente ci sarà anche un ritardo nei pagamenti dei progetti.  

La Scuola d’Estate nel 2021 è costata 510 milioni, nel 2022 280 milioni, nel 2023 non venne attivata e l’ex ministro Bianchi disse che “c’era bisogno di tornare a vivere la socialità, condividendo anche la bellezza della sperimentazione didattica. Va ricordato anche che la pedagogia ha dimostrato che a scuola non si imparano solo le discipline ma si apprende a vivere insieme. Ma l’idea della scuola d’estate per me arriva più da lontano”. Quindi con questo nuovo finanziamento arriviamo ad un costo di 1.190 milioni di euro spesi tra il 2021 e il 2024 per la scuola d’estate senza sapere i dati sulla partecipazione di docenti e studenti, probabilmente scarsa nella secondaria di primo e secondo grado e soprattutto senza sapere i reali benefici per gli studenti che sono probabilmente nulli sia nel breve che nel lungo termine. La dispersione sicuramente non si riduce con la Scuola d’estate come diceva l’ex ministro Bianchi…

Le emergenze della scuola italiana sono tante e non era necessario spendere di nuovo milioni di euro per un piano voluto solo accontentare poche famiglie e forse potenziali elettori perché le elezioni europee si avvicinano.  

 

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