L’episodio di Cosenza è l’ennesimo di una lunga catena che non sembra aver termine. Non è possibile che andare in classe per fare il proprio dovere, sia diventato addirittura un rischio fisico per gli insegnanti. È necessario che tutta la società apra una riflessione per capire come si sia arrivati a questo punto. Forse questo clima è figlio della concezione di una scuola trasformata in una sorta di parcheggio dove gli alunni debbano essere soddisfatti come clienti e dove vige il rifiuto di qualunque misurazione del merito. L’equivoco sta nell’avere introdotto il concetto demagogico del “diritto” al successo formativo, confondendo il concetto della scuola democratica che deve invece essere la garanzia dell’uguaglianza dei punti di partenza, non di quelli di arrivo”.

Così in una nota il Coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti Rino Di Meglio, in merito all’aggressione avvenuta in un Istituto di Rossano ai danni di un docente.

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