Non bastavano le blatte nel thè della docente, ora anche i pomodori risultano “indigesti”.

 

In due scuole primarie di Modena una trentina di alunni e 7 maestre hanno accusato malori dopo aver mangiato pomodorini.

I sintomi accusati sarebbero compatibili con quelli di una intossicazione alimentare, ma su questo l’ASL sta effettuando tutti gli accertamenti del caso.

A farne le spese ancora una volta è la scuola che, dopo l’episodio della blatta nel thè, ora deve fare i conti anche con un possibile caso di contaminazione alimentare.

È bene precisare che i pomodorini non sono stati forniti dalla CIRFOOD, azienda che si occupa quotidianamente della fornitura dei pasti nelle scuole primarie modenesi, ma da altra ditta incaricata ad hoc nell’ambito del progetto “Frutta e verdura a scuola” promosso dal ministero dell’agricoltura.

A distanza di pochi giorni, dopo il caso delle blatte, ci si ritrova a commentare quello dei pomodori, due situazioni che mettono in allarme l’intera comunità. A questo punto verrebbe da pensare che a nulla vale l’impegno quotidiano del personale per far funzionare le scuole se poi il tutto viene vanificato dall’attività di chi dovrebbe effettuare i controlli. 

La sicurezza e l’igiene nelle scuole sono argomenti che non possono prestarsi alla politica del “tira a campà”. Trovarsi blatte nei distributori degli alimenti e verdura che potrebbe essere contaminata da qualche agente tossico sono cose che non sono degne di un paese civile che sulla scuola dovrebbe investire e non risparmiare.

Purtroppo, casi del genere sono sempre più frequenti nelle scuole italiane e confermano il fatto che i controlli, preventivi e di routine, si sono ridotti il più delle volte a mere formalità. La logica del risparmio non tiene conto del fatto che gli effetti di tanta superficialità potrebbero rivelarsi disastrosi. 

La UIL Scuola RUA di Modena esprime piena solidarietà ai bambini, alle famiglie, a tutto il personale scolastico e ai due dirigenti coinvolti nello spiacevole episodio. La speranza è quella di vedere lontano dalle Scuole italiane tutte quelle aziende e figure che hanno fatto del sistema educativo soltanto una fonte di guadagno senza preoccuparsi della qualità del servizio offerto.

Le gare al massimo ribasso, conseguenza dei pochi spiccioli investiti nel settore pubblico (le scuole ci rientrano a pieno titolo), portano ad avere servizi scadenti

La Scuola statale italiana sembra essere diventata solo una bella mucca da mungere alla quale, però, viene fornita sempre meno erba per nutrirsi.

 

 

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