È il caso di Foggia dove si lamenta un numero sfavorevole di posti messi a bando rispetto alla richiesta standardizzata per domande pervenute negli anni rispetto ad altri atenei che vedono negli anni saltare le preselettive per carenza di candidati, a riscaldare gli animi le presunte irregolarità nella somministrazione dei test o nell’ambiguità della formulazione dei quesiti. Situazioni simili ormai da anni che si ripresentano ad ogni ciclo di TFA sostegno, stranamente, in vari poli universitari.

 

Gli avvocati Giada Ficarelli e Antonio Gabrielli: “Abbiamo predisposto delle verifiche attraverso i nostri consulenti e aperto un canale dedicato ove far giungere le diversificate segnalazioni che ogni concorrente ha personalmente vissuto e riscontrato”. Così dichiarano gli avvocati Giada Ficarelli e Antonio Gabrieli, in merito alla prova preselettiva di accesso al corso Tfa Sostegno IX ciclo, tenutasi nella giornata di ieri a Foggia, per la quale sarebbero giunte diverse segnalazioni di irregolarità, nonché di quesiti ambigui se non del tutto errati”.

 

Gli avvocati hanno predisposto delle verifiche e aperto un canale dedicato ove far giungere le segnalazioni. Il fatto, inoltre, ripercorre situazioni simili riguardante lo stesso Ateneo con un precedente giudiziario favorevole per i ricorrenti.

 

*L’analisi del caso precedente*

In occasione della prova di accesso al corso Tfa VIII ciclo: con procedimento al Tar e al Consiglio di Stato i ricorsi dei partecipanti esclusi dalla procedura selettiva a seguito di una domanda errata somministrata dalla Università di Foggia, con l’ausilio del Cineca, l’ente che produce i quiz. 

 

I ricorrenti con detti requisiti hanno così ottenuto la possibilità di partecipare alle successive fasi concorsuali, risultando alla fine tutti ammessi e/o idonei (gli idonei ovviamente hanno ottenuto la possibilità di iscriversi in sovrannumero al IX ciclo TFA; mentre gli ammessi conseguiranno definitivamente l’agognato titolo di specializzazione sul sostegno nel mese di giugno 2024).

 

“Alla luce della vittoria conseguita, stante le segnalazioni che iniziano a pervenirci rispetto al IX Ciclo, stiamo valutando la possibilità d’impugnare anche la prova preselettiva tenutasi ieri”, spiegano i due legali, i quali evidenziano anche una “grave disparità di trattamento tra gli aspiranti docenti”, in essere a livello nazionale: “In alcune Università (per esempio, Foggia), sono costretti a dover competere con una platea di partecipanti abnorme; mentre in altre realtà universitaria (Fisciano, Napoli, Roma, ecc), da nord a sud, le prove preselettive, per carenza di partecipanti, non si sono tenute con il conseguente effetto che tutti i partecipanti di dette altre “fortunate” Università si sono sorprendentemente ritrovati ad accedere direttamente alla prova scritta. Questa disparità di trattamento, certamente frutto di una errata distribuzione dei posti a livello ministeriale, non può ricadere sui partecipanti. Non è ammissibile che per mera fortuna o sfortuna, quindi, non per merito, alcuni partecipanti – studiosi e volenterosi – si ritrovino esclusi, pur conseguendo punteggi alti; mentre altri partecipanti, anche con una carenza assoluta di preparazione, si trovino catapultati direttamente alle fasi finali della procedura selettiva in commento”.

 

“Anche per dette ragioni – concludono i due legali – si sta valutando l’opportunità d’intraprendere un’azione giudiziaria collettiva per permettere a tutti, a livello locale e nazionale, l’accesso diretto alla prova scritta”.

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