Ma che fine hanno fatto i risultati delle elezioni CSPI? Si è votato dieci giorni fa e, complice la lentezza nelle operazioni di spoglio, non se ne è saputo più nulla.

La redazione della Voce della Scuola ha raccolto una serie di dati, indiscrezioni e “voci di dentro” per provare a ricostruire cosa stia accadendo, ma soprattutto per riportare qui i dati che girano sottotraccia tra le varie sedi sindacali.

I RISULTATI DEL 2015

Nel 2015 la tornata elettorale venne bandita con grande fretta suscitando non poche polemiche tra le sigle sindacali, interessate ad eleggere propri rappresentanti all’ interno dell’ organismo tecnico del governo. C’ erano state da poco le elezioni RSU ed il clima era quello infuocato della discussione sulla “Buona Scuola”. Anche nel 2015 ci volle oltre un mese per i risultati definitivi. Alla fine i dati arrivarono il 10 giugno, dopo la grande manifestazione contro la prima bozza della legge 107 e un mese prima del varo della legge definitiva che fu sensibilmente rimodulata cassando i temi più delicati, in primo luogo il reclutamento affidato alle singole istituzioni scolastiche.

A fare il pienone fu la CGIL con otto seggi totali, assieme SNALS e CISL. UIL e gli altri sindacati rappresentativi a bocca asciutta. En plein dell’ ANP con due seggi su due per l’ area dei Dirigenti Scolastici.

LE TENDENZE DEL 2024

Come è andata nel 2024? Anche questa volta toccherà aspettare, presumibilmente fino alla metà di giugno per avere i risultati ufficiali.

Però le macchine organizzative dei sindacati rappresentativi hanno funzionato come al solito e dati parziali mescolati a proiezioni fai da te (da prendere onestamente con le molle) cominciano a girare con le prime considerazioni rispetto al valore politico dei risultati se confermati.

IL MONDO ATA PREMIA LA UIL

Il dato più rilevante riguarda indubbiamente il settore degli ATA. I dati che girano sono concordi nel ritenere che sia avanti la UIL che scalzerebbe la CGIL dall’ unico seggio disponibile. Ovviamente bisognerà aspettare i risultati ufficiali per la conferma dell’ eletto, ma in ogni caso resta il dato politico: nel settore dal quale è derivata la rottura dell’ unità sindacale in sede di firma del CCNL 2019-21i lavoratori votano rafforzando il sindacato che si è opposto al nuovo ordinamento ATA.

Un dato che, al netto dell’ eletto definitivo, crea un problema alla vigilia delle trattative per il rinnovo del contratto per il triennio 2022-25.

VINCONO I CONFEDERALI

Ridimensionata la CGIL che, oltre al seggio sugli ata conteso con la UIL, si gioca sul filo di lana con la CISL un ulteriore seggio, dimezzando il risultato finale del 2015. La UIL porta a casa almeno tre eletti, quattro se dovesse essere confermata la tendenza sul settore degli ATA. Sparisce dall’ orizzonte lo SNALS. Decisamente inconsistenti i risultati degli altri sindacati rappresentativi.

A premiare in una competizione diffusa su tutto il territorio nazionale è indubbiamente il radicamento territoriale organizzato capillarmente dai sindacati meglio strutturati.

DS: UN MONDO A PARTE

Infine il mondo dei DS, almeno a parole parte integrante della famosa “comunità educante”. Qui nessuna sorpresa: i Dirigenti Scolastici votano per oltre il cinquanta percento il sindacato di Giannelli che fa cappotto confermando due seggi su due.

Con il dettaglio non trascurabile che la visione della scuola e la conseguente piattaforma politica dell’ ANP, non sono affatto conciliabili con quelle dei confederali, a partire dal tema dell’ assunzione diretta del personale per finire a quella delle sanzioni disciplinari per il personale docente.

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.