Giudici

Il Tribunale del lavoro di Marsala ha stabilito che il Ministero dell’Istruzione deve pagare le ferie non godute agli insegnanti con contratti “brevi e saltuari”. La sentenza, emessa l’8 maggio 2024, ha condannato il Ministero a risarcire un docente precario con 1.382 euro, oltre agli interessi legali, per le ferie non utilizzate durante le supplenze svolte tra il 2016 e il 2022.

 

Il giudice ha chiarito che la perdita del diritto alle ferie e alla relativa indennità sostitutiva può avvenire solo se il datore di lavoro ha esplicitamente invitato il lavoratore a godere delle ferie e lo ha avvisato che, in caso di mancata fruizione, queste andranno perse. In assenza di questo invito, il dipendente ha diritto al pagamento delle ferie non godute alla cessazione del rapporto di lavoro.

La sentenza del Tribunale di Marsala si allinea con la giurisprudenza europea, richiamando una recente decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (C-218/2022 del 18 gennaio 2024), che ha affermato che le ferie annuali retribuite costituiscono un diritto fondamentale e irrinunciabile del lavoratore. La Corte ha specificato che il divieto di versare un’indennità finanziaria per le ferie non godute, basato su esigenze di contenimento della spesa pubblica, è contrario al diritto dell’Unione Europea.

La decisione del tribunale siciliano trova conferma anche nelle recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione italiana. In particolare, le sentenze nn. 21780/2022, 17643/2023 e 3339/2024 hanno ribadito che il datore di lavoro deve dimostrare di aver adempiuto al proprio obbligo di concedere le ferie annuali retribuite. Solo se il datore di lavoro prova di aver invitato formalmente il lavoratore a godere delle ferie e di averlo avvisato accuratamente che, in caso contrario, queste andranno perse, può escludersi il pagamento dell’indennità sostitutiva.

Il caso specifico trattato dal Tribunale di Marsala riguardava un insegnante precario che, durante tre anni scolastici, aveva svolto numerose supplenze brevi e saltuarie senza riuscire a usufruire delle ferie maturate. Il tribunale ha riconosciuto il diritto del docente a ricevere un’indennità finanziaria per le ferie non godute, condannando il Ministero dell’Istruzione a risarcirlo con 1.382 euro.

Questa sentenza rappresenta un importante precedente per tutti i lavoratori precari nel settore dell’istruzione, ribadendo che i diritti fondamentali, come quello alle ferie annuali retribuite, devono essere rispettati anche per chi svolge incarichi temporanei.

 

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