I mocktail essenzialmente sono cocktail privi di alcol, frutto (è il caso di dirlo) della fantasia dei barman. La parola è un mix tra mock, ossia finto e cocktail. Ma to mock significa anche prendere in giro. Questo significato viene applicato alla costruzione dei mocktail che possono essere delle reinterpretazioni di cocktail classici (basti pensare al Virgin Colada al posto del Pina Colada) oppure creazioni originali, sempre prive di alcol.

I mocktail si sono diffusi grazie alla bravura dei mixologist: finalmente l’estro creativo veniva orientato anche alla preparazione di drink completamente analcolici, alla portata degli astemi sicuramente, ma anche a chi non voleva bere alcol per una serata.

Tuttavia non bisogna pensare che siano semplicemente dei Florida o Pussyfoot  in chiave moderna (Il Pussyfoot e il Florida sono due cocktail completamente analcolici che comparvero nella seconda codificazione IBA del 1987.). I mocktail possono comprendere tra i loro componenti anche infusi e tè. La frutta resta l’elemento base della preparazione dei mocktail, non a caso nelle pagine seguenti potrete trovare indicazioni interessanti e complete, anche sulla presenza delle vitamine (o forza della vita). Alla frutta si possono aggiungere anche verdure ed erbe aromatiche: carote, sedano, menta, cetrioli, basilico, ecc. entrano di prepotenza nelle ricette. Oppure spezie, come curcuma e zenzero. Ed altri ingredienti impensabili come l’acqua di cocco, un vero e proprio integratore alimentare.

Bibliografia utile:

Tutto su… Succhi di frutta, estratti di frutta e verdura & drink analcolici. Salute, benessere, vitamine. Tutte le proprietà curative e nutritive, Catia Cecchini, Luigi Manzo, Sandit Libri, 2020

 

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