Fabio Bocci, Professore Ordinario di Pedagogia e Didattica Speciale e Direttore del Corso di Specializzazione per il sostegno didattico dell’Università Roma Tre ha moderato l’incontro con lo scopo di attivare un proficuo confronto tra i promotori della ‘Cattedra Inclusiva’ e gli specializzandi riuniti nell’Aula Magna della sede di Via Principe Amedeo. L’appuntamento dell’11 maggio, ultimo in ordine di tempo, fa seguito all’avvenuta presentazione ufficiale del Progetto di Legge nella Sala Stampa del Centro multimediale ‘Esperienza Europa’ del 25 gennaio scorso e alla Giornata di Studio ‘Esperienze di cattedra inclusiva’, organizzata il 9 aprile da Giovanni Simoneschi, dirigente scolastico dell’IC ‘San Pio V’ di Roma.

Lieti di chiarire ogni dubbio ai corsisti prossimi al conseguimento della specializzazione, Evelina Chiocca, Paolo Fasce, Fernanda Fazio, anche nel ruolo di coordinatrice dell’incontro, Dario Ianes, Raffaele Iosa, Massimo Nutini e Nicola Striano sono intervenuti per offrire il loro punto di vista e dibattere i punti salienti del ‘Progetto di Legge’ rispondendo alle domande poste dai corsisti. Anticipato in apertura da Massimo Nutini, il Progetto di Legge ‘Cattedra Inclusiva’ è nato con l’intento di stimolare un cambiamento culturale, meglio definito come un disegno complessivo di rivoluzione del sistema scolastico italiano, da attuarsi nel tempo attraverso lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare e possibilmente superare gli attuali problemi. Il ‘Progetto’ prevede, sinteticamente espresso, una nuova organizzazione scolastica dove tutti i docenti saranno impegnati in un incarico polivalente, in parte svolto nelle attività disciplinari e in parte nelle attività di sostegno con il supporto di un piano straordinario formativo diffuso, di un Coordinamento Pedagogico interno e di un Coordinamento Pedagogico territoriale.

Nascita del Progetto di Cattedra Inclusiva

Il ‘Progetto’, nato da incontri casuali tra esperti dopo una lunga incubazione, prende le mosse dall’originario concetto di cattedra mista, già oggi utilizzata in molte realtà scolastiche italiane pur nel rispetto delle normative vigenti. Nel rispondere alle richieste dell’uditorio, Raffaele Iosa ha sottolineato l’aumento esponenziale delle certificazioni da patologia, il conseguente incremento del numero degli educatori ed assistenti nonché dei docenti di sostegno, specializzati o non, che non assicurano la continuità educativa. Una tale situazione, resa più complessa dalla richiesta continua degli insegnanti specializzati di trasferimento sulla materia, genera il rischio concreto di minare il concetto stesso di inclusione e, di non trascurabile importanza, di favorire nel tempo la riapertura delle scuole speciali.

L’idea radicale di rottura del presente, come nelle intenzioni dei proponenti, si appoggia sulla richiesta di formare tutti gli insegnanti sul sostegno e sulle disabilità, nell’arco temporale di sei anni a partire dall’entrata in vigore del provvedimento, confermando in tal modo l’intenzione di istituire la figura del docente inclusivo. Abbattere la rigida distinzione tra docente curricolare e docente di sostegno, principio base del ‘Progetto’, significa contrastare la delega educativa, rimuovere gli ostacoli legati alla micro esclusione e, di contro, favorire il recupero della cultura del lavoro di gruppo e di rete, sia nelle scuole che nell’intero sistema.

 Il coordinamento Pedagogico previsto dal Progetto di Legge

I Coordinamenti pedagogici interni ad ogni istituzione scolastica autonoma, costituiti da esperti nel campo della pedagogia inclusiva e della didattica, come da intervento di Nicola Striano, avranno la funzione di affiancare gli insegnanti nel loro lavoro apportando esperienze e competenze supplementari attraverso un monitoraggio ed un supporto formativo. I Coordinamenti Pedagogici Territoriali per l’Inclusione (CPTI), che si prevede siano distribuiti sui territori in base alla popolazione scolastica, saranno guidati ciascuno da un dirigente tecnico e svolgeranno analoghe funzioni di supporto delle istituzioni scolastiche promuovendo iniziative, attività e servizi per l’inclusione. Il loro intervento, come espresso dai promotori, porrebbe fine all’attuale caos e alla sovrapposizione delle strutture intermedie a livello territoriale (CTS, CTI, Scuole polo di ambito e provinciali e GIT).

L’esperienza raccontata dai Dirigenti Scolastici

In merito alla contestata obbligatorietà della formazione dei docenti prevista dal Progetto di Legge e alla complessità organizzativa che deriverebbe dalla realizzazione della ‘Cattedra Inclusiva’, Nicola Striano ha riportato a titolo di esempio l’esperienza dell’IC Darfo2 di Boario Terme diretto dalla professoressa Paola Abondio. La corresponsabilità educativa realizzata, come affermato dalla stessa dirigente in una recente intervista, ha conferito ai consigli di classe interessati dall’applicazione della ‘Cattedra Inclusiva’ una maggiore serenità e un migliore approccio globale dei problemi. La cattedra inclusiva, altrimenti detta cattedra mista, rappresenta la prova tangibile di come sia possibile realizzare esperienze didattiche condivise con un approccio sistemico che garantisce coordinamento e lavoro di gruppo in tutte le sue fasi, dalla stesura del PEI al monitoraggio, alla valutazione e in seguito alla programmazione degli interventi a favore dell’alunno con disabilità.

Fernanda Fazio ed Evelina Chiocca hanno inoltre presentato ai corsisti una rapida carrellata di slide, con simulazione di tabelle orarie ed esempi concreti riferiti agli istituti secondari di I e II grado, su come sia possibile adottare l’organico inclusivo lasciando inalterato il numero di ore delle discipline e quello delle ore di sostegno. I promotori segnalano intanto che un numero crescente di scuole di ogni ordine e grado adotta, o intende adottare, il principio della Cattedra Inclusiva contribuendo al raggiungimento di obiettivi comuni e corresponsabilità educativa con il massimo beneficio inclusivo per tutti gli alunni, senza o con disabilità.

L’andare avanti

I sette promotori del ‘Progetto di Legge’ si augurano di attivare quanto prima una rinnovata collaborazione con le università, alcune delle quali sono già disponibili a curare un monitoraggio con i dirigenti che sperimentano la ‘Cattedra Inclusiva’ nei loro istituti scolastici. Rimane ferma per tutti, infine, l’intenzione di organizzare in forma congiunta, nel 2025, le celebrazioni del 50° anniversario del Documento Falcucci che, redatto nel 1975 per volere di Franca Falcucci pose le basi pedagogiche e sociali della nuova scuola italiana favorendo l’abolizione delle classi speciali.

Per approfondire consulta i testi al seguente link

Cattedra inclusiva

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