Il sistema delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), che stabilisce le posizioni degli insegnanti per il biennio scolastico 2024/2026, è al centro di forti polemiche. A sollevare il caso è una richiesta di intervento ai poteri sostitutivi ministeriali per rivedere l’Ordinanza ministeriale e la tabella di valutazione dei titoli.

 

I docenti, in particolare quelli della classe di concorso ADSS (Sostegno) con una lettera inviata alla redazione (ndr), denunciano gravi iniquità legate all’attribuzione dei punteggi per i nuovi percorsi abilitanti universitari, regolati dal DPCM del 4 agosto 2023. Questi percorsi, con un impegno formativo di 30, 36 o 60 CFU, conferiscono punteggi differenti che influiscono notevolmente sulle graduatorie. La problematica principale risiede nel fatto che molti docenti non erano consapevoli dell’enorme impatto che tali titoli avrebbero avuto sui punteggi delle GPS.

Il percorso abilitante di 30 CFU, attivato dalle università in modalità prevalentemente online, conferisce un punteggio fino a 36 punti, un valore ritenuto sproporzionato rispetto agli altri percorsi e alle modalità di conseguimento. Questo ha causato forti squilibri: molti docenti precari, ignari dell’importanza del punteggio aggiuntivo, non si sono iscritti ai corsi, trovandosi ora scavalcati in graduatoria da chi invece ha potuto completare il percorso abilitante.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che le università hanno attivato i percorsi abilitanti in maniera asincrona e disomogenea. Alcuni docenti, pur iscritti, non riusciranno a completare il percorso in tempo utile per l’inserimento del titolo entro il 10 giugno, creando ulteriori disuguaglianze tra coloro che hanno scelto università più celeri e coloro che, per caso o mancanza di informazioni, si sono trovati in ritardo.

I sindacati, accusati di non aver fornito informazioni chiare e tempestive, hanno contribuito a generare confusione e disorientamento tra i docenti. Molti di loro, infatti, non hanno avuto la possibilità di comprendere appieno le implicazioni del punteggio legato ai nuovi titoli abilitanti, vedendo ora compromesse le loro possibilità di ottenere incarichi di supplenza.

Alla luce di queste problematiche, i docenti chiedono con urgenza al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, e al suo staff, di intervenire prontamente per sospendere la valutazione dei titoli abilitanti dei percorsi del DPCM del 4 agosto 2023 per le graduatorie della classe di concorso ADSS per il biennio 2024/2026. In particolare, si richiede di:

  1. Rivedere la tabella di valutazione dei titoli, garantendo una distribuzione più equa dei punteggi.
  2. Sospendere temporaneamente la valutazione del titolo abilitante di 30 CFU per le graduatorie del sostegno, evitando così ulteriori disparità.
  3. Fornire un’informativa chiara e completa sui percorsi abilitanti e sulle loro ricadute in termini di punteggio per le prossime aperture delle GPS.

Queste richieste mirano a garantire equità di trattamento, correttezza delle informazioni, pari opportunità per tutti i docenti e regole equilibrate per l’accesso alle graduatorie.

Il futuro occupazionale di molti insegnanti è in bilico, e la tempestività dell’intervento ministeriale potrebbe essere decisiva per ristabilire un equilibrio nel sistema di attribuzione degli incarichi di supplenza. “Chiediamo solo giustizia e trasparenza – concludono i docenti nella loro richiesta – affinché nessuno venga penalizzato per mancanza di informazioni o per ritardi non imputabili alla propria volontà.

 

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.