Ci è pervenuto in questi giorni in redazione un comunicato che costituisce una presa di posizione da parte dei docenti iscritti  ai 30 cfu per l’insegnamento nella scuola superiore ex DPCM del 04/08/2023 contro alcuni attacchi ricevuti, soprattutto attraverso i social e relativi ai percorsi formativi per il conseguimento dell’abilitazione .

Riportiamo integralmente quanto inviatoci dalla collega Alessandra Briscese.

Gentilissimi tutti,

in riferimento alla protesta che in questi giorni sta emergendo a seguito della pubblicazione all’O.M. del 16/05/2024 rispetto all’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, noi Docenti in fase di abilitazione ci troviamo nella posizione di dover difendere con evidenza la formazione che stiamo svolgendo da diversi mesi (marzo 2024-giugno 2024). Partendo dalla premessa che la professione del Docente (disciplinare o di sostegno) necessita di costante formazione e aggiornamento, abbiamo scelto consapevolmente di partecipare ai bandi di concorso emanati dalle diverse Università italiane a seguito del DPCM citato in oggetto. Comprendiamo la difficoltà di coloro che questa opportunità non l’hanno POTUTA (siamo a conoscenza che alcune classi di concorso non sono state attivate a causa, purtroppo, di scarso fabbisogno regionale) o VOLUTA cogliere (probabilmente per la scarsa informazione, per l’impegno oneroso richiesto sia dal punto di vista economico che di studio). Riconosciamo anche la simultaneità dei corsi di abilitazione, che impegnano interi pomeriggi fino a tarda sera, con lo svolgimento del concorso Docenti che vede coinvolti molti di noi ancora precari. COME OGNI ORDINANZA EMANATA NEGLI ANNI PASSATI, l’abilitazione su materia ha sempre garantito un punteggio aggiuntivo in tutte le classi di concorso previste per ogni candidato, inclusa la classe di concorso sul sostegno. È possibile infatti fare riferimento alle due precedenti ordinanze degli anni precedenti (O.M. 60/2020 e O.M. 112/2022).  Diversamente da quanto le voci di corridoio sostengono in questi giorni, era già chiaro, nei mesi precedenti all’apertura del bando, che sarebbe stato possibile ottenere un punteggio aggiuntivo a seguito del conseguimento dell’abilitazione su materia. È previsto un ulteriore punteggio sulle altre classi di concorso in quando la formazione che stiamo ricevendo dal sistema universitario, riveste delle aree trasversali che riguardano la globalità della professione docente e non una preparazione settoriale sulla disciplina specifica e curricolare. Sono previsti infatti corsi sulla valutazione per la costruzione pratica di griglie e strumenti necessari nella didattica, sulla progettazione didattica, sulle prassi inclusive e innovative e tanto altro. Questo non rappresenta una novità ma una caratteristica specifica dei percorsi di abilitazione. Inoltre, riteniamo fondamentale dissociarci dalle illazioni che stanno emergendo in questi giorni rispetto alla serietà dei corsi che stiamo svolgendo in quanto abbiamo potuto constatare personalmente l’impegno con cui le Università li stanno erogando.  In conclusione, riteniamo importante ribadire il valore dell’unità di noi Docenti, anche in previsione della nuova riforma che vedrà coinvolti TUTTI gli specializzati sul sostegno.

I Docenti in fase di abilitazione

Ricordiamo che con i prossimi mesi gli Atenei accreditati dal MIM avvieranno ulteriori corsi di abilitazione per i 30, 36 e 60 cfu  previsti per questa fase del reclutamento docenti.

 

Autore

Un pensiero su “Polemica per le cosiddette abilitazioni “facili”: gli abilitandi rispondono.”
  1. Lavoro da tanti anni in segreteria accanto la Preside – laureato in legge – di ruolo, quindi non lauree da busta delle patatine – ho conseguito il titolo in romania sostegno -perché con le mie conoscenze potrei fare tante cose buone nella scuola come docente, rispetto a questi menomati del tfa italiano che sembrano scesi dalla luna.. Siamo stati diverse volte all’estero a lavorare sia nelle classi sia all’università a fare esami e lezioni a ripetizione e hanno un sistema che sta molto avanti rispetto all’Italia, anche come forma mentis le docenti romene tutte belle energiche non sanno cosa sia la malattia, rispetto alle fragili italiane che un giorno si e uno no prendono malattia. Il lunedì mattina quando è brutto tempo e rispondo al telefono della mia scuola, poverine le italiane tutte in malattia o 104 o altra scusa.. basta che rimangono a casa loro. Lavorando diverse ore al giorno in segreteria compreso il pomeriggio mi è impossibile il tfa italiano gestito dalla camorra delle università italiane come orari, dove il titolo si paga da 3500 a oltre 4200 mila euro se privata. I tfa italiani li accolgo io e vi posso dire che a parte i loro lamenti, molti di loro tra shampiste e gente capitata per caso in questi tfa per lo più disoccupati in cerca di lavoro ( la scuola come l’esercito ormai è un ammortizzatore sociale..) non sono capaci neanche di inviare una mail dando per scontato che ti stai rivolgendo ad un’amministrazione pubblica e non al tuo vicino di casa…. ( con mail del tipo ” ti mando questo documento..”) oppure pdf questo sconosciuto , foto dei documenti col cellulare in cucina dove si fotografano pure i piedi. Io penso che alla base dovrebbero istituire corsi di computer per i docenti. Volevo ricordare che noi segreterie finiti gli abilitati italiani tfa , chiamavamo dalle incrociate mettendo sui alunni H gente presa a caso dalle graduatoria che di sostegno non sanno nulla e il loro lavoro consiste nel fare da badanti, tanto l’importante è tappare il buco.. Ora che ci sono docenti plurilaureati (avvocati, ingegneri, ecc) che si prendono il tutolo all’estero perché impossibilitati per il tfa italiano, qualcuno si permette anche di parlare contro.. che nel tfa italiano ci sono pure gli itp col diploma ? Ma per piacere..

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