Le ultime manifestazioni studentesche e le occupazioni d’ateneo, tuttora in corso, sono espressione di un profondo ed autentico bisogno dei giovani di esprimere un loro libero  punto di vista sulle vicende di questo drammatico  momento storico, segnato da guerre che mettono seriamente a rischio la vita sull’intero pianeta.

Capita  tuttavia che, piuttosto che essere destinatari di segni di riconoscimento per questo loro impegno, siano al contrario oggetto di forme di ostruzionismo, di censura e di impedimento della libera manifestazione di parola e di pensiero, se non a volte di interventi  repressivi del tutto ingiustificati e sproporzionati, come emerge dalle cronache di questi giorni.

Noi, maestri, insegnanti, educatori, che abbiamo sempre fatto dello sviluppo dello spirito critico la vera ragione della nostra attività educativa , che abbiamo spronato i nostri allievi a partecipare con responsabilità alla vita civile, ad esternare liberamente e coraggiosamente le loro idee, rifuggendo sempre da comportamenti violenti ,siamo sbigottiti e increduli: siamo abitualmente costretti a sentire la solita lamentela nei confronti dei giovani che sarebbero apatici, insensibili, acritici, sdraiati e divanizzati; ma poi, quando finalmente diventano protagonisti della storia, siamo così solerti a bollarli come sfaccendati, che non amano lo studio, superficiali e perditempo.

Di fronte a questa schizofrenia sociale non possiamo continuare a nasconderci nel silenzio, per questo sentiamo il dovere morale di esprimere tutta la nostra più profonda solidarietà nel movimento di protesta studentesco e nelle loro ragioni di giustizia, di legalità e di pace. 

 

Cari studenti siamo con voi,

con la vostra voglia di vivere, col vostro rifiuto di ogni violenza e di ogni guerra, col vostro legittimo desiderio di futuro.

I ragazzi di oggi vivono in un tempo particolarmente difficile e pieno di incertezze, non bisogna aver paura del loro entusiasmo: lasciamogli lo spazio in cui rappresentare senza censura le proprie convinzioni e la  libertà di sognare  un domani migliore.

 “Mi raccomando: non diamo retta alle persone deluse e infelici; non ascoltiamo chi raccomanda cinicamente di non coltivare speranze nella vita; non fidiamoci di chi spegne sul nascere ogni entusiasmo dicendo che nessuna impresa vale il sacrificio di tutta una vita; non ascoltiamo i ’vecchi’ di cuore che soffocano l’euforia giovanile.” (Papa Francesco, Non fidiamoci di chi spegne l’entusiasmo). 

Nuovo Circolo Culturale Pompeiano 

Il Nuovo Circolo Culturale Pompeiano, da qualche anno attivo sul territorio, pur usufruendo come sede quella di un’altra associazione, per mancanza in città di spazi pubblici aggreganti, ha diversi soci e simpatizzanti, provenienti anche dalle città limitrofe. Molti sono docenti.
Organizza con cadenza quindicinale e a volte settimanale, incontri di archeologia, arte, cineforum, presentazione di saggi di autori internazionali e italiani su problematiche geopolitiche e sociali, avvalendosi per quest’ultime anche di testimonianze dirette, Dalle discussioni ,frutto di riflessioni e confronti, è nato questo testo di solidarietà e sostegno agli studenti che manifestano

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