È il 30 giugno del 1975 quando Cristina Mazzotti, una giovane di appena 18 anni, viene rapita sulla strada per Longone al Segrino, in provincia di Como. Quella notte segna l’inizio di un incubo che si concluderà tragicamente quasi un mese dopo, portando alla luce un caso di brutalità inaudita da parte della ‘ndrangheta. Oggi, la sua memoria è onorata dalla studentessa Dalila Anania, della classe III sezione C del Liceo scientifico Filolao di Crotone, nell’ambito del progetto “#inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità” promosso dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani.

 

Una Notte Fatale

Cristina, figlia di un noto imprenditore, esce quella sera con gli amici per trascorrere del tempo in compagnia. Al ritorno, l’auto su cui viaggia viene affiancata da un’altra macchina. Tre uomini scendono e, con violenza, rapiscono la giovane, somministrandole tranquillanti per stordirla e portarla lontano. Cristina viene tenuta prigioniera in una buca umida, stretta e senza ricambio d’aria, sottoposta a condizioni disumane che, dopo 27 giorni, la condurranno alla morte.

Una Famiglia Distrutta

I genitori di Cristina fanno di tutto per salvarla, pagando anche il riscatto richiesto. Tuttavia, il padre, Helios Mazzotti, un imprenditore cerealicolo, intuisce presto che non rivedrà mai più sua figlia viva. Il primo settembre 1975, il corpo di Cristina viene ritrovato in una discarica a Varallino. La tragedia non si ferma qui: il padre, devastato dal dolore, muore di infarto a 55 anni. La madre, rimasta sola, continua a lottare per ottenere giustizia, una giustizia che, dopo quasi 50 anni, è ancora lontana dal compiersi.

Lento Cammino Verso la Giustizia

Il processo per la morte di Cristina Mazzotti è ancora in corso. L’ultima udienza è fissata per il 25 settembre 2024, testimoniando una lentezza giudiziaria che contrasta dolorosamente con la rapidità e la spietatezza della criminalità organizzata. “Una giustizia troppo lenta per una criminalità organizzata che agisce in maniera rapida, veloce, immediata e in maniera spietata”, commenta Dalila Anania, ricordando Cristina come simbolo di una battaglia per la legalità che non deve essere dimenticata.

Un Ponte Ideale Tra Nord e Sud

Dalila, giovane calabrese, rende omaggio a Cristina, stabilendo un ponte ideale tra due realtà diverse ma accomunate dai valori della legalità e dell’onestà. “Molti meridionali sono cittadini esemplari e condividono i valori della legalità”, afferma Dalila, sottolineando come il ricordo di Cristina debba essere associato al concetto di verità e giustizia che merita.

Educare alla Legalità

Il progetto “#inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità”, promosso dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, si pone l’obiettivo di diffondere tra le giovani generazioni la conoscenza di storie come quella di Cristina Mazzotti. “Stiamo diffondendo tra le giovani generazioni volti, storie, episodi veramente straordinari per la loro valenza educativa”, afferma il Coordinamento, ribadendo l’importanza di educare alla legalità per costruire un futuro libero dalla criminalità organizzata.

Cristina Mazzotti, con la sua tragica vicenda, continua a essere un faro di memoria e speranza, un esempio di quanto sia importante non dimenticare e lottare per una giustizia che, seppur lenta, deve arrivare.

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