Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha recentemente portato all’attenzione una storia che molti hanno dimenticato: quella dell’assessore Giuliano Pennacchio. Assassinato dalla camorra nel 1982, le circostanze della sua morte non sono mai state del tutto chiarite. Pennacchio, un uomo coraggioso che si oppose alla criminalità organizzata, oggi viene ricordato grazie all’impegno di Ludovica Berardi, una studentessa del Liceo Scientifico Filolao di Crotone.

 

Il Coraggio di Giuliano Pennacchio

Il 1° luglio 1982, a Giugliano in Campania, Giuliano Pennacchio, assessore comunale e segretario di una scuola media, fu ucciso mentre rincasava a piedi. Tre sicari della camorra lo avvicinarono e gli spararono, colpendolo al torace, al fianco e alla testa. Una telefonata anonima avvisò i Carabinieri del delitto. Pennacchio, impegnato nel miglioramento dei servizi comunali, fu probabilmente ucciso per aver scoperto attività illecite legate a un compromesso tra politica e mafia. Per un uomo dedito alla legalità, questa realtà era inaccettabile.

L’Omaggio di una Giovane Studente

Oggi, la memoria di Pennacchio viene onorata da Ludovica Berardi, studentessa della classe III sez. C del Liceo Filolao. Nel suo lavoro di ricerca, Ludovica ha descritto dettagliatamente l’assassinio dell’assessore, evidenziando il contesto di corruzione e malaffare che caratterizzava la Campania negli anni ’80. In quegli anni, i fondi destinati alla ricostruzione post-terremoto resero l’edilizia pubblica un affare molto appetibile per la criminalità organizzata.

“Pennacchio svolgeva delle attività politiche per cercare di migliorare i servizi comunali; secondo le ipotesi fu ucciso perché aveva scoperto delle attività illecite, un compromesso tra politica e mafia che, per un uomo che lavora affinché tutto si svolgesse secondo la legge, era inaccettabile”, ha scritto Ludovica. Le sue parole esprimono un profondo riconoscimento per l’integrità e il coraggio dell’assessore assassinato.

Educazione e Legalità: La Voce dei Giovani

Il progetto del CNDDU, “#inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità”, mira a diffondere tra le nuove generazioni la consapevolezza dei pericoli della criminalità organizzata e l’importanza della lotta alla mafia. Ludovica, con occhi inesperti ma attenti, ha sottolineato come la legalità sembri spesso in svantaggio ma che sia fondamentale continuare questa lunga e silenziosa battaglia. “Per vincerla occorrono piccoli gesti preziosissimi”, ha scritto.

Le Proposte di Ludovica per una Società Migliore

Ludovica ha individuato alcune azioni chiave per combattere la criminalità organizzata: diffondere la consapevolezza dei suoi pericoli, investire nell’istruzione e nella formazione professionale per offrire opportunità di lavoro e ridurre la vulnerabilità dei giovani, supportare le vittime e i testimoni di reati, e esigere dallo Stato una politica attiva e di contrasto alla criminalità organizzata. Infine, ha esortato tutti a essere cittadini attivi e partecipi nella vita sociale e comunitaria.

Un Esempio per le Nuove Generazioni

Giuliano Pennacchio merita di essere ricordato per il suo sacrificio e per i valori che ha incarnato nella lotta contro la corruzione e il malaffare. Grazie a iniziative come quella del CNDDU e al lavoro di studenti come Ludovica Berardi, la memoria di eroi dimenticati può rivivere, ispirando le nuove generazioni a impegnarsi per una società più giusta e legale.

Il professor Romano Pesavento, presidente del CNDDU, ha sottolineato come il progetto stia diffondendo volti e storie straordinari per la loro valenza educativa. “Dalla scuola arrivano oggi le parole commosse di una studentessa calabrese, che ha studiato la vicenda di Pennacchio e ne ha apprezzato la statura morale,” ha affermato Pesavento, lodando l’importanza di mantenere viva la memoria di chi ha lottato per la legalità.

In un tempo in cui la criminalità organizzata continua a rappresentare una minaccia per la società, ricordare figure come Giuliano Pennacchio e educare i giovani ai valori della legalità è più importante che mai. Attraverso l’impegno degli insegnanti e la curiosità degli studenti, la battaglia contro la mafia trova nuove forze e nuove voci, pronte a difendere la giustizia e il rispetto delle regole.

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