nuove abilitazioni

 

Le Interviste de La Voce della Scuola:

1) Chi sono i triennalisti e perché si dicono penalizzati?

Risponde: 

Coordinamento triennalisti – Virginia Stasi

“In questa occasione esprimiamo ancora una volta la nostra insoddisfazione in merito alle leggi relative ai percorsi abilitanti da 30 crediti previsti per gli insegnanti precari con tre anni di servizio (cosiddetti triennalisti) e per il partecipanti al concorso straordinario bis.

È stata compiuta una grave discriminazione ai danni di questi lavoratori della scuola dovuta al fatto che i corsi a loro rivolti sono partiti con notevole ritardo rispetto ad altri che interessavano diverse categorie, oltre a essere caratterizzati da numero chiuso e tirocinio.

A seguito di questo solo una percentuale trascurabile di precari triennalisti e di partecipanti al concorso straordinario bis riuscirà ad accedere all’abilitazione, dato anche il fatto che i corsi a loro riservati, non essendo strutturali, sono previsti solo per un breve periodo transitorio, mentre alla maggioranza verrà negata, oltre l’abilitazione, anche la possibilità di partecipare ai futuri concorsi, per i quali il requisito dell’idoneità sarà imprescindibile.

A nulla sono valsi gli appelli ai Ministeri, ai Sindacati e alla Presidenza del Consiglio al fine di porre rimedio a una situazione evidentemente svantaggiosa per la maggioranza degli interessati. Il Governo ha manifestato la più totale indifferenza alle richieste di interlocuzione degli interessati, dimostrando il totale abbandono dei docenti precari e decretando di fatto la loro estromissione dal mondo del lavoro. Sono oltre 250.000 i docenti supplenti, cifra che, con le rispettive famiglie, implica un impatto all’incirca su un milione di italiani”. 

 

2) Il mondo scuola è complesso e articolato facciamo un po’ di chiarezza per ciò che concerne la legislazione. Quali sono le norme che restituisco un ordine parziale del Merito di un insegnante già testato sul campo e dai propri percorsi di studio?

Risponde:

Comitato Precari Uniti per la Scuola – Paola Emiliozzi

“Facciamo un po’ di chiarezza per ciò che concerne la legislazione. Questi corsi, istituiti con con Legge n.112 del 10 agosto 2023, sono stati disciplinati dai Decreti Ministeriali del Ministero Università e Ricerca numeri 620 e 621 del 22 aprile 2024, i quali prevedono l’accesso a numero chiuso, lezioni per il 50% in presenza e tirocinio diretto e indiretto per la platea di docenti con tre anni di servizio e dello straordinario bis, il che si traduce in un sensibile aggravio per un lavoratore, a differenza dei corsi per gli insegnanti di ruolo, già abilitati e specializzati su sostegno che, invece, prevedono lezioni totalmente on line, numero illimitato di accesso, e nessuna ora di tirocinio. 

Tali decreti, inoltre, sono stati emanati con notevole ritardo rispetto alla nota MUR n.3042 del 15 febbraio 2024, la quale ha dato il via libera soltanto ai corsi riservati ai DOCENTI DI RUOLO, a COLORO CHE POSSIEDONO GIA’ UNA ABILITAZIONE SU ALTRA MATERIA e agli SPECIALIZZATI SUL SOSTEGNO. 

Questo ha determinato, a partire da marzo 2024, la possibilità di svolgimento di ben due cicli di percorsi abilitanti per queste ultime categorie di insegnanti, mentre la restante parte, quella dei precari di seconda fascia, in attesa da 10 anni di abilitarsi, restava in attesa dell’emanazione dei decreti di disciplina a essa rivolti e sollecitava i Ministeri inutilmente.

Si parla di cifre elevatissime di nuovi abilitati, oltre 100.000 docenti di ruolo (cosiddetti ingabbiati) e di altrettanti abilitati che hanno già conseguito l’abilitazione su una differente classe di concorso, e di un ingente numero di specializzati su sostegno che si sono abilitati anche su materia”. 

 

 

3) Quali saranno le conseguenze delle scelte arbitrarie portate avanti fin’ora?

Risponde:

Scuola Lavoro e Libertà – Antonio Pellegrino

“Le conseguenze di tali decisioni sono facilmente desumibili. Molti docenti che si sono abilitati grazie all’avvio prioritario dei corsi, e a numero illimitato, hanno presentato domanda di inserimento in prima fascia nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2024 e si posizioneranno davanti a centinaia di migliaia di precari che, invece, saranno costretti a rimanere in seconda fascia perché la possibilità di abilitarsi a loro è stata negata.

Il problema più serio per i supplenti rimasti in seconda fascia sarà quello di non ricevere alcuna nomina dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, e quindi di non lavorare

Da tutto ciò si capisce chiaramente che occorre rivedere tutto il sistema di reclutamento che oggi è regolato da provvedimenti che dicono di premiare il merito ma, in realtà, hanno come unico risultato quello di penalizzare i docenti lavoratori, quelli che da anni mandano avanti la scuola, dato che 1 docente su 4 è precario. La politica, che continua a scambiare i veri precari con chi è riuscito a dotarsi fin troppo agevolmente dei 24 cfu, pur non avendo a che fare con il mondo della scuola, dovrebbe rivedere radicalmente le proprie posizioni a riguardo, adeguarsi alla direttiva CE n.70/1999 e dare il giusto valore al lavoro effettuato dai docenti al servizio dello Stato. Intanto, il prossimo concorso dovrebbe partire da questi princípi, e non ridursi alla fotocopia del primo fallimentare concorso PNNR. Si dovrà poi necessariamente capire che quella del sostegno è una carriera a sé, che non deve diventare, come sta succedendo, solo un trampolino di lancio verso l’insegnamento della disciplina.

Per quanto riguarda il discorso GPS, abbiamo deciso di cercare giustizia anche attraverso la presentazione di un ricorso volto a inserire anche noi in 1 fascia, che ha avuto una rilevante adesione da parte di colleghi che si sono sentiti traditi e abbandonati dalle istituzioni”.

Conclusioni 

Tutte le associazioni dei precari sollecitano un incontro con il Ministro Valditara e chiedono ancora una volta al Governo, ai Sindacati e alla Presidenza del Consiglio l’apertura di un tavolo tecnico, con la presenza di una delegazione dei rappresentanti dei docenti precari, finalizzata a modificare le disposizioni che disciplinano i percorsi abilitanti per i docenti precari, contenute nella LEGGE n.112 DEL 10 agosto 2022 e nei D.M. n.620 e n.621 del 22 aprile 2024, anche attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti volti a equiparare la posizione dei triennalisti a quella delle categorie che hanno beneficiato di un trattamento più favorevole, e l’aggiornamento delle Gps nel 2025 anziché nel 2026.

 

 

 

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