Con la conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, ulteriormente modificato dalla legge 4 luglio 2024, n. 95, si introducono importanti novità riguardanti le politiche di coesione. In particolare, l’articolo 29, comma 4, del provvedimento ha apportato modifiche significative per il personale ATA delle ex aree A e B.

 

Le Nuove Disposizioni

Il nuovo articolo specifica che, ai soli fini della partecipazione ai bandi per la costituzione delle graduatorie provinciali per l’anno scolastico 2024/2025, si deve considerare anche il periodo compreso tra il 16 aprile 2024 e l’effettiva stipulazione dei contratti. Questo significa che il servizio prestato in questo intervallo di tempo sarà riconosciuto a pieno titolo ai fini delle graduatorie, a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Le Critiche di EVOLUZIONE ATA

Nonostante la modifica legislativa, il comitato spontaneo di lavoratori del personale ATA, noto come EVOLUZIONE ATA, ha espresso forti critiche riguardo alla tempistica del provvedimento.

Secondo il comitato, il provvedimento giunge tardivo, poiché le domande di inserimento, aggiornamento e conferma della prima e terza fascia del personale ATA sono state chiuse da tempo. Questa chiusura ha impedito a numerosi lavoratori, soprattutto collaboratori scolastici coinvolti nei contratti PNRR e Agenda Sud, di presentare domanda “24 mesi“.

Il comitato aveva già richiesto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande nelle graduatorie provinciali, ma questa richiesta non è stata accolta in tempo utile. Secondo EVOLUZIONE ATA, sarebbe stato opportuno affrontare questa questione già durante l’approvazione del decreto coesione n. 60/2024 nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2024.

Richieste di Chiarimenti

Alla luce di queste problematiche, EVOLUZIONE ATA ha chiesto chiarimenti esaustivi riguardo ai destinatari del provvedimento, alle modalità operative e alle tempistiche per il riconoscimento del servizio prestato. Il comitato sottolinea l’importanza di fornire indicazioni precise per evitare ulteriori incertezze tra i lavoratori del personale ATA.

La conversione in legge del decreto-legge n. 60 con le sue modifiche rappresenta un passo avanti nelle politiche di coesione, ma evidenzia anche la necessità di un maggiore coordinamento e tempismo nell’attuazione delle disposizioni legislative. Il riconoscimento retroattivo del servizio prestato è un segnale positivo, ma le modalità di attuazione devono essere chiare e tempestive per non vanificare gli sforzi dei lavoratori del personale ATA.

Resta da vedere come il Ministero dell’Istruzione e del Merito risponderà alle richieste del comitato e se verranno fornite le risposte necessarie per garantire un corretto riconoscimento dei diritti di questi lavoratori.

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