Ricorre oggi l’anniversario di un tragico errore che ha sconvolto il piccolo paese di Poggiomarino, a pochi chilometri da Napoli, e che continua a suscitare profonda commozione e riflessione. Quindici anni fa, nella tarda sera del 9 luglio 2009, Nicola Nappo, un giovane di 23 anni, perse la vita per mano della camorra.

 

Nicola, un ragazzo noto per la sua gentilezza e onestà, si trovava seduto su una panchina in piazza De Marinis insieme a un’amica quando due sicari, scambiandolo per un camorrista, gli spararono sei colpi di pistola, uccidendolo all’istante. La sua amica, ferita alla gamba, sopravvisse ma rimase profondamente traumatizzata. Nicola fu scambiato per Carmine Amoruso, un giovane camorrista implicato in un violento scontro tra clan rivali. L’assassinio fu organizzato dal boss Antonio Cesarano, un nome tristemente noto nella criminalità organizzata locale.

Un Dramma che Si Ripete

Nel 2020, l’ennesima beffa per la famiglia Nappo: la Corte di Cassazione di Roma annullò la condanna all’ergastolo per Antonio Cesarano, uno degli organizzatori dell’omicidio. Una decisione che ha ulteriormente ferito una famiglia già provata da un dolore incommensurabile e che ha fatto sentire i Nappo ancora più abbandonati dalle istituzioni.

La Memoria di Nicola

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) si impegna a mantenere viva la memoria di Nicola. Attraverso il progetto “#inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità”, gli studenti delle scuole italiane rievocano le storie delle vittime della mafia, educando le nuove generazioni ai valori della legalità e della giustizia. Quest’anno, lo studente Migale Uljanov Piotr Walter del Liceo Scientifico Filolao di Crotone ha raccontato la storia di Nicola, ricordandone le virtù e l’ingiusta fine.

Nicola Nappo era un giovane con grandi sogni e speranze. Proveniente da una famiglia di “faticatori”, aveva deciso di imparare il mestiere del fabbro per contribuire al sostentamento della sua famiglia. La sua vita è stata spezzata senza alcuna colpa, in un evento che evidenzia l’assurdità e la crudeltà della violenza mafiosa.

Il Ricordo e l’Impegno

Dal 2013, in onore di Nicola, vengono organizzati eventi commemorativi per ricordare la sua persona e il tragico modo in cui è morto. Queste iniziative non solo rendono omaggio a Nicola, ma sensibilizzano la comunità sull’importanza della lotta alla criminalità organizzata e del rispetto dei diritti umani.

La storia di Nicola Nappo ci ricorda che dietro ogni statistica di criminalità c’è una vita umana spezzata, una famiglia in lutto, una comunità ferita. Mantenere viva la memoria di queste vittime è un dovere civile e morale, necessario per costruire una società più giusta e consapevole.

Il CNDDU, nel ricordare Nicola, sottolinea l’importanza di proteggere non solo i diritti dei cittadini, ma anche la memoria di chi è morto ingiustamente. Nicola è morto da innocente, e il suo ricordo deve continuare a vivere come simbolo di un’umanità che rifiuta la violenza e promuove la legalità.

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