Come abbiamo evidenziato qui, il Digital Storytelling permette la creazione di percorsi narrativi digitali utilizzando canali multimodali, ossia più canali comunicativi contemporaneamente (visivi, uditivi, cinestetici, …), stimolando l’apprendimento. Come sottolinea Gardner nella sua teoria delle intelligenze multiple, ogni individuo possiede un’intelligenza predominante rispetto alle altre e, utilizzando il canale di quell’intelligenza, si sollecita al meglio l’apprendimento. Per questo avere la possibilità di utilizzare più canali comunicativi nello stesso momento, favorirà la nostra attenzione e la nostra comprensione.

Le modalità di narrazione del digital storytelling sono diverse, e dipendono dalla combinazione delle tecniche narrative e dello stile compositivo.

Si possono presentare percorsi lineari, seguendo gli argomenti in sequenza, una modalità particolarmente adatta in ambito educativo. Inoltre questo tipo di approccio favorisce il Cooperative Learning perché permette la creazione di storie dove ognuno può fornire il proprio contributo.

L’uso di immagini e video coinvolgenti è un forte incentivo per potenziare un apprendimento significativo e lavorare in gruppo. L’aula diviene un luogo laboratoriale, dove gli studenti ‘realizzano’ un prodotto: la storia.

Si sviluppa la competenza comunicativa contemporanea, cioè adatta alla società nella quale vivono i nostri ragazzi, promuovendo l’alfabetizzazione digitale.

Un aspetto importante è insegnare il rispetto del copyright e dell’utilizzo corretto delle piattaforme open source.

Nel momento in cui vogliamo inserire un testo in una piattaforma digitale, occorre partire cercando il font adatto, ma anche i colori, il layout, le immagini, ecc.

Tutto questo lavoro può essere gestito dall’insegnante nella strutturazione di un gruppo di lavoro in classe.

Per definire la storia, è opportuno utilizzare degli organizzatori grafici, ossia strumenti utili per migliorare l’apprendimento attraverso una sistemazione grafica efficace. Tra gli organizzatori possiamo ricordare i diagrammi di flusso, le mappe concettuali, ecc.

È possibile costruire Digital Storytelling attraverso:

-programmi di presentazione (Google Presentazione, Canva, PowerPoint, …)

-usare video o screencast, che possono essere realizzati dagli studenti

-inserire e realizzare podcast.

Le opportunità sono davvero tantissime, tutte da esplorare.

Tra i programmi che offrono maggiori possibilità di lavoro ricordiamo:

Canva: permette di realizzare tanti template, presentazioni, documenti, ecc… i progetti vengono salvati in automatico nel cloud della piattaforma. I lavori si possono esportare in progetti come pptx, pdf, mp4, ecc… e ciò quindi permette di continuare a lavorare sul progetto (come nel caso del pptx – powerpoint) oppure di stamparlo direttamente (è il caso del pdf).

Esiste inoltre la possibilità di integrare Canva in Google Classroom.

Con Canva si possono creare infografiche interattive o statiche, poster, locandine, presentazioni, grafici, mappe, …

Inoltre possono essere inserite musiche o audio, alcuni progetti (come ad esempio le presentazioni) possono essere integrate con animazioni ed essere esportate sottoforma di video (in mp4).

Adobe Express: come Canva, questa app permette di costruire storytelling digitali, ma possiede la modalità dello Scrollytelling. Questa tecnica permette di creare storie che consentono il movimento dello scrolling, ossia lo scorrimento delle pagine in modo coinvolgente. Le varie parti possono essere organizzate in sequenze. Possono essere integrati audio, video o mappe, ma anche sondaggi o domande, permettendo agli studenti di partecipare in modo interattivo. È inoltre molto accessibile. I docenti possono usufruire, in modo gratuito, della piattaforma Adobe Education Exchange, dove è possibile condividere pratiche e progetti didattici.

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.