irene manzi

La riforma che investirà la scuola del voto in condotta  prevede una maggiore influenza di quest’ultimo con una valutazione continua nell’arco dell’intero anno scolastico e non più al termine del quadrimestre dando così un peso netto per la bocciatura qualora non si superi il 5, o il debito in educazione civica per la scuola secondaria. Valutabili anche i comportamenti violenti o aggressivi nei confronti di docenti, studenti e personale scolastico.

 

“Il blitz è fallito. Il tentativo del governo di approvare prima della pausa estiva il provvedimento Valditara per modificare il voto in condotta è fallito sommerso dai decreti dello stesso governo. Le opposizioni hanno avuto ragione nel contestare il calendario proposto nella riunione dei capigruppo. La scuola va trattata con tutte le attenzioni che richiede, è inaccettabile un esame sbrigativo dei provvedimenti che la riguardano. Quindi Valditara si dia pace e nell’attesa di reintrodurre il calamaio per decreto, trovi risorse per la scuola, non un parcheggio ma il luogo dove crescono i cittadini di domani”. Così Irene MANZI, capogruppo Pd in Commissione Istruzione alla Camera dei Deputati.

Ricordiamo che il voto di condotta, espresso in sede di scrutinio intermedio e finale, si riferisce all’insieme dei comportamenti tenuti dall’allievo nel periodo di permanenza nella sede scolastica e durante le attività di carattere formativo esterne.  Manca, dunque, l’oggettività attuativa di un quadro di monitoraggio affidabile ed applicabile ad una platea eterogenea di studenti e la giusta formazione per un’analisi appropriata del comportamento. Una riforma, quella del voto di condotta, che non va smaltita in tempi rapidi, ma che ha bisogno della dovuta accuratezza.

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