Al via la quarta edizione di “Ambasciatori di Privacy e Sicurezza Informatica”: scuola, famiglie e istituzioni insieme per la cultura della protezione dei dati

L’iniziativa si propone di rafforzare, in modo sistemico, la cultura della protezione dei dati personali e della sicurezza informatica nelle scuole

A cura di Redazione Redazione
14 febbraio 2026 20:25
Al via la quarta edizione di “Ambasciatori di Privacy e Sicurezza Informatica”: scuola, famiglie e istituzioni insieme per la cultura della protezione dei dati -
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Prende il via per l’anno scolastico 2025/2026 la quarta edizione del percorso formativo “Ambasciatori di Privacy e Sicurezza Informatica – RPD dello Studente”, promosso dall’Associazione Protezione Diritti e Libertà Privacy APS. Un progetto articolato, gratuito e rivolto a tutte le componenti della comunità scolastica: dirigenti, docenti, personale amministrativo, referenti privacy, collaboratori scolastici, studenti e famiglie.

L’iniziativa si propone di rafforzare, in modo sistemico, la cultura della protezione dei dati personali e della sicurezza informatica nelle scuole, con un’attenzione particolare all’educazione digitale, alla prevenzione dei rischi online e alla consapevolezza dei diritti garantiti dal GDPR.

Un percorso strutturato per ogni destinatario

Il programma prevede moduli differenziati per ciascun target. Per i dirigenti scolastici sono programmati due incontri da due ore ciascuno, dedicati ai profili di responsabilità, al corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale nel rispetto dei diritti degli interessati e alle possibili conseguenze sanzionatorie in caso di violazioni. Ampio spazio è riservato anche al tema della trasparenza amministrativa e al ruolo degli organismi di controllo.

I docenti, impegnati in due incontri formativi, approfondiranno il rapporto tra didattica digitale e protezione dei dati, con un focus sulle buone pratiche quotidiane, sull’uso consapevole delle piattaforme e sull’impatto etico e sociale dell’intelligenza artificiale nella scuola.

Per il personale amministrativo, il percorso affronta il modello privacy nell’istituzione scolastica, la gestione di informative e consensi, l’archiviazione dei documenti, i rapporti con enti e aziende sanitarie, nonché i profili legati all’identità digitale e alla sicurezza dei dati.

Specifici moduli sono previsti anche per i referenti interni privacy, con approfondimenti su cyberbullismo, revenge porn, casi concreti e protezione dei dati dei minori, e per i collaboratori scolastici, chiamati a riflettere sul valore delle informazioni raccolte informalmente e sul corretto utilizzo di immagini e contenuti digitali.

Studenti protagonisti: nasce l’RPD dello Studente

Uno degli elementi più innovativi del progetto è la figura dell’“RPD dello Studente” – Responsabile della protezione dei dati dello studente – riconoscimento che può essere utilizzato nella realtà scolastica come testimonianza di impegno attivo nella diffusione della cultura della sicurezza e della protezione dei dati personali.

Per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è previsto un percorso di sei ore suddivise in tre incontri, più un modulo aggiuntivo dedicato al PKM EDU. I contenuti spaziano dall’identità digitale ai rischi della rete, dalla prevenzione del cyberbullismo ai pericoli legati a phishing, attacchi hacker e uso improprio dei social network.

Il progetto mira a formare giovani “ambasciatori” capaci di promuovere comportamenti responsabili tra pari, contribuendo alla costruzione di un ambiente scolastico più sicuro e rispettoso dei diritti fondamentali.

Famiglie ed educatori: il ruolo della comunità educante

Non meno rilevante è il coinvolgimento delle famiglie e degli educatori, destinatari di due incontri serali dedicati ai temi dell’educazione digitale, dell’impatto dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e della gestione del rapporto tra social, videogiochi e protezione dei dati personali.

L’approccio è integrato: la sicurezza informatica e la tutela della privacy non sono considerate meri adempimenti burocratici, ma strumenti di cittadinanza attiva e di crescita culturale.

Il contributo del direttore de “La Voce della Scuola”

Particolarmente significativa è la partecipazione di Diego Palma, direttore del giornale “La Voce della Scuola”, tra i relatori del modulo dedicato al personale amministrativo.

Il suo intervento si inserisce nel secondo incontro, dedicato alla gestione corretta di informative e consensi, alla sicurezza dei dati e alla comunicazione istituzionale. La presenza del direttore di una testata specializzata nel mondo scolastico rappresenta un valore aggiunto sotto il profilo della sensibilizzazione e della diffusione delle buone pratiche.

Attraverso il contributo giornalistico e divulgativo, il tema della sicurezza informatica e della protezione dei dati personali viene infatti collocato non solo all’interno delle procedure tecniche, ma anche nel più ampio dibattito pubblico sulla responsabilità delle istituzioni scolastiche nell’era digitale.

Il ruolo dell’informazione è cruciale: raccontare casi concreti, analizzare criticità e valorizzare esperienze virtuose significa rafforzare la consapevolezza collettiva. In un contesto in cui la scuola è sempre più esposta ai rischi del cyberspazio – dalle violazioni di dati agli attacchi informatici, fino all’uso improprio delle immagini dei minori – la collaborazione tra esperti, istituzioni e mondo dell’informazione diventa strategica.

Una cultura della prevenzione

Il progetto “Ambasciatori di Privacy e Sicurezza Informatica” si distingue per l’ampiezza dei contenuti trattati: identità digitale, intelligenza artificiale, regolamentazione europea (GDPR, Digital Services Act, Digital Markets Act), prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, tutela dei minori, gestione dei dati in ambito scolastico.

La partecipazione a tutte le sessioni consente il rilascio dell’attestato e l’iscrizione al registro degli Ambasciatori di privacy o, per gli studenti, al registro RPD dello Studente.

In un’epoca in cui la digitalizzazione investe ogni aspetto della vita scolastica – dal registro elettronico alle piattaforme didattiche, dalle comunicazioni istituzionali alla gestione amministrativa – investire in formazione significa prevenire contenziosi, ridurre i rischi e promuovere una cultura della responsabilità condivisa.

La scuola, ancora una volta, si conferma laboratorio di cittadinanza attiva: non solo luogo di trasmissione di conoscenze, ma spazio di costruzione di competenze digitali consapevoli, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali.

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