Alberghieri, la proposta: più laboratorio e un percorso quinquennale più forte
Una relazione sull’iniziativa “Salviamo gli Alberghieri” chiede un quadro orario specifico per enogastronomia e ospitalità, più risorse per le esercitazioni e un rapporto stabile con le imprese.
Gli istituti alberghieri perdono iscritti da oltre un decennio. Secondo la relazione generale “Salviamo gli Alberghieri”, la risposta è rafforzare la formazione pratica all’interno del percorso di cinque anni. Il documento, aggiornato al 5 settembre 2026, sviluppa i dieci punti del Manifesto dell’iniziativa in una proposta di riforma scolastica.
La relazione riporta 64.296 iscritti al primo anno nell’anno scolastico 2014/2015 e 25.375 nel 2022/2023. Per gli anni più recenti presenta invece stime, che non vanno confuse con dati definitivi. Il calo delle iscrizioni è il punto di partenza dell’analisi; il documento interpreta la riduzione delle ore di laboratorio come una delle cause della perdita di attrattività, senza dimostrare che sia l’unica.
Il nodo, sostiene la relazione, è come viene usato il tempo a scuola. Le attività pratiche sono distribuite tra cucina, sala e accoglienza, mentre gli studenti hanno bisogno di approfondire la specializzazione scelta. Il confronto con altri sette Paesi europei mostra modelli nei quali la formazione tecnica è più concentrata o si svolge in larga parte attraverso l’apprendistato. La stessa relazione avverte però che i sistemi non sono sempre confrontabili ora per ora.
La proposta centrale è dare all’indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera un quadro orario quinquennale autonomo rispetto a quello comune agli istituti professionali. Le ore dell’area di indirizzo verrebbero concentrate maggiormente sull’articolazione scelta dallo studente; anche l’insegnamento di Scienza e cultura dell’alimentazione sarebbe adattato a cucina, sala o accoglienza. Il percorso quadriennale resterebbe un’opzione parallela e facoltativa.
Per rendere possibili più esercitazioni, il documento chiede un fondo dedicato ad attrezzature e materie prime. Chiede inoltre di valorizzare gli insegnanti tecnico-pratici, con aggiornamento professionale periodico e una revisione del trattamento economico, e propone un tavolo permanente tra scuola e imprese. Un osservatorio nazionale dovrebbe raccogliere dati uniformi su iscrizioni, occupazione dei diplomati e fabbisogni del settore.
La relazione del prof. Giuseppe Cherchia lega infine la qualità della formazione alle condizioni di lavoro nell’ospitalità: stage tutelati, contratti dignitosi e prospettive professionali sono parte della capacità degli alberghieri di attirare nuovi studenti. Sono obiettivi che richiederebbero anche un confronto tra imprese e parti sociali, distinto dalla riforma della scuola.
Il messaggio del documento è chiaro: conservare i cinque anni, dando più spazio e risorse alla pratica. Per trasformare la proposta in una riforma serviranno scelte normative, coperture economiche e dati più completi sugli esiti dei diplomati.
Relazione del prof. Giuseppe Cherchia