Assunzioni DS. 129 dal riservato, in Campania la mossa del cavallo
Assunzioni DS: 129 posti dal riservato, tutti al Centro Nord. In Campania il ministero assume tutti gli idonei e disinnesca il contenzioso.
I dati comunicati ieri dal MIM alle organizzazioni sindacali sciolgono i dubbi sul meccanismo da utilizzare per procedere con l’assunzione dei nuovi DS. I 365 posti autorizzati dal MEF andranno per il 62,61% alle graduatorie regionali del concorso ordinario, idonei inclusi, e per il 37,39% al concorso riservato.
Sopresa in Campania dove verrà esaurita completamente la graduatoria del concorso regionale con venticinque posti assegnati, zero residui di idonei. Come abbiamo ricostruito, quei venticinque posti sono la somma dei diciotto originariamente accantonati e dei sette aggiuntivi che il ministero aveva deciso di accantonare oltre le previsioni iniziali, gli stessi sette per cui è in corso un contenzioso da parte di chi non ne aveva potuto beneficiare nella prima infornata. La lettura più immediata è che il ministero abbia scelto di assumere tutti gli idonei della graduatoria campana prima dell'apertura dell'anno scolastico, disinnescando così il rischio che il ricorso arrivi a sentenza e crei un precedente scomodo da estendere ad altre regioni dove la coda di idonei in attesa è ben più lunga. Ovviamente non c’è alcuna dichiarazione ministeriale che confermi questa intenzione, ma l'effetto pratico è quello.
Il secondo elemento riguarda la destinazione geografica dei 129 posti assegnati dal concorso riservato. Guardando la tabella regione per regione, quei posti vanno a Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Nessun posto al Sud. Chi conosce la composizione della graduatoria nazionale del riservato, ampiamente documentata nel Libro Bianco dei DS fuori sede, sa che è composta in larghissima parte da dirigenti di origine meridionale. Significa che nonostante la mobilità interregionale al 100% introdotta quest'anno, la sostanza non cambia di un millimetro rispetto alla necessità di rientro dei dirigenti fuori regione. La maggioranza di chi entra dallo straordinario prenderà servizio lontano da casa, in regioni del Centro Nord, alimentando semmai la richiesta di mobilità di rientro più che risolverla.
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