Assunzioni nuovi DS: in Campania 47 posti ma gli idonei vengono dopo la mobilità
Nazario Malandrino, Dirigente Scolastico fuori regione: l'aumento del contingente di assunzioni in Campania rappresenta l'inversione di una tendenza che dura da anni.
DS Nazario Malandrino
Gruppo Operativo Dirigenti Scolastici Fuori Regione — Campania
CAMPANIA: FINALMENTE UNO SPIRAGLIO. MA LA PARTITA SI GIOCA SULLA LEGGE
Accogliamo con soddisfazione le notizie che iniziano a trapelare dalle fonti sindacali campane: i pensionamenti per il prossimo anno scolastico potrebbero attestarsi intorno a 47 unità, ovvero una dozzina in più rispetto ai dati comunicati finora dall’USR sui pensionamenti d’ufficio. È un dato che, da solo, non basta. Ma letto correttamente, cambia lo scenario.
Al netto dei 2 posti da accantonare per effetto del dimensionamento — con le autonomie scolastiche che scendono a circa 830 — emerge una soglia che per la prima volta dopo anni consente una previsione prudente ma concreta: la coda dei vincitori del concorso ordinario 2023 in Campania potrebbe esaurirsi. Se questo accade, si riapre un sottile filo d’acqua, il primo dalla grande siccità del 2022 ovvero dalla perdurante dichiarazione di saturazione organica dell’ USR (nota 0028588 del 20.06.2023; Circolare 0035553 del 19-06-2024; nota 0047769 del 23.06.2025). L’USR Campania potrebbe addirittura tornare a predisporre il modello di domanda per la mobilità interregionale, semplicemente scomparso dal 2022 ed è realistico attendersi che possano finalmente essere soddisfatte anche domande con precedenza Legge 104/92 — circostanza che, negli ultimi cicli, si è verificata solo in pochissimi casi e quasi esclusivamente per effetto di giudizi di ottemperanza su sentenze risalenti al 2022. Sarebbe già, di per sé, un cambio di paradigma, un miracolo per noi DS Fuori Regione, Campani.
Per capire cosa può accadere nel 2026, bisogna partire da un dato preciso e non opinabile: quello del 2025.
Nel 2025, i 43 posti residui sono stati così utilizzati:
13 posti → esecuzione di pronunce giurisdizionali sulla mobilità pregressa
30 posti → immissioni in ruolo (nei limiti MEF), con priorità alle procedure pregresse
Se quei 30 posti destinati alle immissioni non hanno assottigliato in modo significativo la graduatoria dei 34 vincitori del concorso ordinario 2023, è perché ancora una volta — dopo anni — quella stessa dinamica ha continuato a gravare sulla mobilità fino ad azzerarla:
la precedenza è stata infatti riconosciuta ai candidati del concorso 2011 Campania (DDG 13 luglio 2011), comprensiva di 5 rientri da contenziosi favorevoli.
E infatti oggi il quadro reale è questo:
18 sono i posti residui dei vincitori dell’ordinario 2023 ancora da assorbire
7 sono idonei, cioè candidati senza diritto pieno al posto, ma collocati in graduatoria a esaurimento
Ed è qui che si gioca la partita, qui il NODO DECISIVO: NON CONFONDERE VINCITORI E IDONEI... Gli idonei, infatti, non costituiscono un contingente autonomo da accantonare.
Il comma 528 della Legge di Bilancio 2026 si limita a disporre l’integrazione delle graduatorie del concorso ordinario con i candidati idonei, cioè con coloro che hanno superato tutte le prove pur non rientrando nei posti messi a bando.Ma questa integrazione non modifica la natura giuridica della loro posizione. Gli idonei restano tali: non titolari di un diritto soggettivo all’assunzione, ma portatori di un interesse legittimo condizionato, esercitabile esclusivamente nei limiti dei posti annualmente vacanti e disponibili. Ne consegue una sequenza applicativa precisa, che non è derogabile. Neanche la lettura che vorrebbero i vincitori della procedura riservata nazionale è applicabile: il punto, infatti, non è il meccanismo del 60/40, che resta vigente. Il punto è la sua collocazione nella sequenza delle operazioni. Il quadro normativo risultante:
dal D.L. 200/2025 (convertito nel 2026), che dispone la mobilità al 100% dei posti vacanti e disponibili, fatti salvi i contingenti dei posti messi a bando
dall’art. 5, comma 11-septies del D.L. 198/2022, che disciplina il riparto 60/40
e dal comma 528 della Legge di Bilancio 2026, che integra gli idonei nelle graduatorie
impone una lettura coordinata. La sequenza corretta è quindi:
• prima: accantonamento dei posti di bando per i vincitori dell’ordinario
• poi: mobilità interregionale sul 100% dei posti residui
• solo dopo e in via residuale: applicazione del 60/40, all’interno del quale operano anche gli idonei
Se questa sequenza verrà finalmente rispettata, non si tratterà di una concessione, ma del ripristino della legalità. E per la prima volta dopo quattro anni, il sistema tornerà a funzionare secondo le regole. Per noi, che attendiamo da anni, sarà come il Napoli che vince lo scudetto. Ci sentirebbero fino a Trastevere.
Ai docenti che saranno colleghi a partire dal prossimo anno faccio i miei auguri e chiarisco: anticipare il riparto — e quindi gli idonei dell’ordinario e i riservisti — alla fase precedente alla mobilità non è una diversa interpretazione.È una violazione dell’ordine logico e giuridico delle operazioni che altera la gerarchia delle posizioni giuridiche: trasforma una posizione subordinata — espressamente tale anche dopo il comma 528 — in una posizione di priorità. Ed è esattamente questo slittamento che, negli ultimi anni, ha prodotto un effetto sistemico (sismico) evidente: l’azzeramento della mobilità interregionale.
San Gennaro, pensaci tu.