Compiti e verifiche: equilibrio e rigore nella scuola di oggi

La tutela del benessere non riduca l’impegno: organizzare meglio compiti e prove può sostenere qualità, equità e autonomia

29 settembre 2026 20:11
Compiti e verifiche: equilibrio e rigore nella scuola di oggi - Compiti e verifiche
Compiti e verifiche
Condividi

Con la nota n. 224621 del 28 settembre, il Ministero dell’Istruzione e del Merito richiama le scuole del primo ciclo a una gestione più equilibrata dei compiti a casa, delle verifiche e del registro elettronico. Le indicazioni integrano quelle già diffuse con le note 5274 dell’11 luglio 2024 e 2443 del 28 aprile 2025.

Compiti assegnati entro l’orario scolastico

Il documento segnala assegnazioni pubblicate nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana, talvolta per il giorno successivo. Una prassi simile obbliga studenti e genitori a controllare continuamente il registro e può comprimere il tempo necessario allo studio, al riposo e alla vita familiare. Per questo, i compiti dovranno essere comunicati entro la fine delle lezioni, evitando modifiche successive.

La scelta non ridimensiona il valore dei compiti: ne ribadisce, piuttosto, la funzione di consolidamento, riflessione e rielaborazione personale. Il diario cartaceo, affiancato al registro elettronico, viene proposto come strumento per sostenere l’autonomia degli alunni e limitare una dipendenza costante dai dispositivi. Ai dirigenti scolastici spetta vigilare sull’applicazione delle indicazioni.

Verifiche distribuite con maggiore equilibrio

Nel rispetto dell’autonomia didattica, i docenti e i Consigli di classe sono invitati a coordinare le prove, evitando di concentrare più verifiche nella stessa giornata. Una programmazione condivisa può distribuire meglio il carico settimanale e rendere più sostenibile l’organizzazione dello studio, soprattutto in prossimità delle festività.

L’obiettivo dichiarato è promuovere ragionevolezza, equità e proporzionalità, favorendo anche momenti di disconnessione. Tutelare il benessere degli studenti e rispettare le esigenze delle famiglie non significa, però, ridurre l’impegno richiesto né rinunciare alla qualità degli apprendimenti. Il punto decisivo sarà capire se le scuole sapranno distribuire meglio il lavoro mantenendo aspettative elevate, continuità nello studio e criteri di valutazione rigorosi. In assenza di un equilibrio chiaro, il rischio è che una misura nata per correggere gli eccessi venga interpretata come un arretramento delle responsabilità educative.

Segui Voce della Scuola