Contratto scuola e la dichiarazione di I. Barbacci (Cisl-scuola). Perplessità e le responsabilità dei docenti
Contratto scuola e I. Barbacci. Il sindacato sostiene la linea del Governo. Il personale scolastico, però è di altro avviso
Contratto scuola e I. Barbacci (Cisl-scuola). Il Ministro Valditara ha dettato il percorso di questa nuova tornata elettorale. In sintesi: fare presto, restando fedeli alla legge di Bilancio. Risultato: esibire l'efficienza del Governo che chiude tre contratti in una legislatura.
I sindacati iniziano a esprimere le loro posizioni. Il punto di convergenza di quasi tutti è la richiesta di nuove e fresche risorse economiche.
Difficile comprendere come si potrà conseguire il risultato, senza indicare da dove attingere. A questo si aggiunge la curiosa posizione della Cisl-scuola, praticamente identica a quella di Valditara, espressa dalla segretaria I. Barbacci: "la prima volta probabilmente nella storia della contrattazione pubblica e nella storia della scuola, nella quale possiamo anticipare delle risorse messe a disposizione dalle leggi di bilancio e consentire ai colleghi, quindi al personale della scuola, di avere degli aumenti contrattuali, diciamo quasi in anticipo rispetto alla vigenza del contratto. In passato abbiamo firmato i contratti nostro malgrado, sempre in ritardo di un anno di due"
Sarebbe interessante conoscere il pensiero dei diretti interessati (=personale scolastico). I post presenti sui social non hanno la forza numerica per indicare la pozione della categoria. Sicuramente, però dissentono dalla dichiarazione di I. Barbacci.
Breve considerazione
Per esperienza personale, ricordiamo il tempo di un sindacato combattivo, che faceva rumore, che sbatteva i pugni sul tavolo. Diversa la situazione di oggi, dove il sindacato è maggiormente arrendevole. In questo la responsabilità è anche del personale scolastico che nel corso degli anni ha deciso di abbassare i toni, fino a non far sentire più la sua voce, rinunciando a scioperare in massa, ad astenersi dalle funzioni aggiuntive...
Il risultato è la resa del sindacato, condizionata dal realismo economico, che funziona a corrente alternata a seconda dell'interlocutore e dell'oggetto del contendere (i tanti miliardi spesi per la guerra in Ucraina...). Il meccanismo di neutralizzazione del dissenso è parte del neocapitalismo finanziario, anticipato dalla scuola di Francoforte (Adorno, Horkheimer...). Resta comunque difficile ripartire con precisione le responsabilità tra le parti sociali e i rappresentati.