Costituzione «antifascista», parola di Aldo Moro
Aldo Moro, di soli 29 anni, a ribadire, con fermezza politica, e con acutezza giuridica, la natura profondamente «antifascista» della nascente carta costituzionale
di Trifone Gargano
Le recenti provocazioni di Roberto Vannacci, leader della neonata formazione politica di estrema destra, «Futuro Nazionale», sono il segno dei ricorrenti attacchi alla Costituzione del 1948, nata a conclusione della Resistenza, che si combatté in Italia, tra l’8 settembre del 1943, e il 25 aprile del 1945, contro il nazi-fascismo. Secondo l’ex generale, infatti, la Costituzione italiana non sarebbe esplicitamente “antifascista”, visto che tale aggettivo non compare nel testo (in nessun articolo). L’Assemblea Costituente fu eletta il 2 giugno 1946, in concomitanza con il referendum istituzionale, che sancì la scelta repubblicana, da parte del popolo italiano, e che vide, per la prima volta, l’espressione del voto femminile. Alla Costituente furono elette 21 donne, su un totale di 556 deputati, e, di loro, 5 fecero parte della ristretta Commissione dei 75, che materialmente scrisse il testo della nostra Costituzione. Dunque, se è vero che l’aggettivo «antifascista» non è presente in alcun articolo della Costituzione, è pur vero, però, che proprio nella XII «Disposizione transitoria e finale» si legge, in modo esplicito, che è vietata «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Con la precisazione che, in deroga all’articolo 48, i Costituenti fissavano limitazioni temporanee «al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista». Durante i lavori della Commissione dei 75, fu proprio il giovane “padre” Costituente pugliese, Aldo Moro, di soli 29 anni, a ribadire, con fermezza politica, e con acutezza giuridica, la natura profondamente «antifascista» della nascente carta costituzionale italiana, nel momento in cui egli si oppose, con fierezza e con coraggio civico, alla proposta dell’on. Roberto Lucifero, di fede monarchica, avvocato e giornalista, di definirla semplicemente «afascista». Secondo Lucifero, quindi, la Costituzione avrebbe dovuto avere natura “neutrale” (a-fascista), rispetto al fascismo.Nella seduta del 13 marzo 1947, in un intervento applauditissimo, Moro sottolineò, invece, sia il nesso inscindibile tra Resistenza e Costituzione; sia il carattere «antifascista» della nuova Costituzione, rigettando, quindi, la proposta dell’on. Lucifero, con la motivazione che si trattasse di un dovere civico e politico non dimenticare quanto avvenuto in Italia, durante il ventennio delregime fascista, con la lunga oppressione «dei valori della personalità umana e della solidarietà sociale».