Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale. Un primo commento

Pubblicazione decreto scuola in Gazzetta Ufficiale. I commenti fatti sul testo. Art. 14

02 ottobre 2026 11:16
Decreto scuola in Gazzetta Ufficiale. Un primo commento -
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Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto-scuola. Un primo commento a caldo

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto-scuola. Un primo commento

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto-scuola. Ci sono voluti diversi giorni prima della firma del Presidente della Repubblica. Forse troppi, dovuti al vaglio della Ragioneria Generale circa la compatibilità delle risorse stanziate per i prossimi tre anni (200 milioni di €).
Si è attesa la pubblicazione, prima di commentare il provvedimento, in quanto siamo convinti che solo il documento possa generare le riflessioni. L’anticipare quest’ultime rappresenta un rischio di manipolazione del lettore.
Quindi procediamo. Il decreto consta di 14 articoli. Tutti sono definiti con l’aggettivo “urgenti” eccetto il tredicesimo. Questo è dedicato ai “Criteri per la composizione delle classi in contesti multiculturali“. Lascia perplessi, non troppo però, che l’attenzione mediatica si sia concentrata principalmente su un solo articolo, fortemente caratterizzato ideologicamente. Tra l’altro l’assenza del termine urgente, lo configura come una parte estranea al profilo del decreto-legge, adombrando il sospetto che sia stato inserito all’ultimo momento per ragioni esterne alla scuola.
Un’ultima riflessione. Il primo comma del tredicesimo articolo conferma che le scuole nell’ambito della propria autonomia a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028,  provvedono alla costituzione delle classi iniziali della scuola primaria, della scuola secondaria ” secondo criteri di equa distribuzione degli alunni e degli studenti…“. Segue l’indicazione del tetto del 30% e delle deroghe. Ora sospettiamo che gli Istituti scolastici (molti? Pochi?) si discosteranno dall’indicazione contenuta nel testo, giustificando altre scelte autonome in ragione della complessità dei territori e dell’assenza del perentorio “debbano provvedere“. Nei prossimi giorni altre riflessioni.

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