Dirigenti scolastici, è scontro: si va verso la mobilitazione

Perequazione salariale e impegni disattesi: Dirigentiscuola chiede risposte concrete e non esclude nuove forme di protesta.

A cura di Redazione Redazione
12 ottobre 2026 14:57
Dirigenti scolastici, è scontro: si va verso la mobilitazione - DIRIGENTISCUOLA
DIRIGENTISCUOLA
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Si alza la tensione tra i dirigenti scolastici e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Al termine del Consiglio nazionale di Dirigentiscuola, svoltosi a Roma il 10 e 11 ottobre 2026, il sindacato ha deciso di intensificare la propria azione per ottenere la perequazione retributiva e risposte sulle numerose questioni ancora irrisolte. Sul tavolo anche la possibilità di avviare nuove forme di mobilitazione, fino allo sciopero.

Al centro della vertenza resta la disparità salariale tra i dirigenti scolastici e gli altri dirigenti della pubblica amministrazione. Una questione che, secondo Dirigentiscuola, si trascina da circa 25 anni senza una soluzione concreta.

Il presidente nazionale Attilio Fratta ha denunciato una differenza retributiva che arriverebbe a circa mille euro netti mensili, sottolineando come i dirigenti scolastici siano chiamati a gestire responsabilità particolarmente complesse.

«È una questione di dignità prima ancora che di soldi», ha dichiarato Fratta, ribadendo la necessità di arrivare rapidamente alla piena perequazione.

Il confronto con Valditara e gli impegni contestati

A rendere più difficile il rapporto con il Ministero è stato anche l'esito dell'incontro del 1° ottobre con il ministro Giuseppe Valditara. Secondo la ricostruzione del sindacato, non sarebbero emerse prospettive concrete per risolvere la questione retributiva attraverso il prossimo rinnovo contrattuale o la manovra di bilancio.

Dirigentiscuola contesta inoltre il mancato rispetto di numerosi impegni assunti durante la conciliazione del 26 gennaio 2026. Tra le questioni ancora aperte figurano la sicurezza negli istituti, i rapporti con gli Uffici scolastici regionali, la riforma degli organi collegiali, il reclutamento, le reggenze e la mobilità dei dirigenti.

Restano irrisolti, secondo l'organizzazione, anche i problemi relativi agli adempimenti del Pnrr, alla gestione delle pratiche Passweb, alla semplificazione amministrativa e al rinnovo del contratto collettivo nazionale 2025-2027.

Il sindacato lamenta inoltre la mancata trasmissione di un documento ministeriale che avrebbe dovuto riepilogare gli impegni mantenuti e quelli ancora da attuare.

Il Consiglio nazionale apre a nuove iniziative

Di fronte a questo quadro, il Consiglio nazionale ha conferito al presidente e alla Segreteria nazionale il mandato di cercare nuovi interlocutori politici e istituzionali, anche al di fuori del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

L'obiettivo è ottenere risposte verificabili e tempi certi per affrontare le principali criticità che interessano la categoria.

La decisione non equivale ancora alla proclamazione di uno sciopero, ma rappresenta un passo verso un possibile inasprimento della vertenza.

Fratta ha richiamato esplicitamente le proteste del 2017, quando i dirigenti scolastici arrivarono a iniziative particolarmente forti, compreso lo sciopero della fame e della sete.

Perequazione e unità sindacale

Nel corso dei lavori è emersa anche la difficoltà di costruire un fronte sindacale unitario. Fratta ha criticato le altre organizzazioni rappresentative della categoria, accusandole di non sostenere concretamente un'azione comune sulla perequazione.

Al Consiglio è intervenuta anche Tiziana Cignarelli, segretario generale della Codirp, che ha richiamato l'esperienza del contratto 2025-2027 della dirigenza sanitaria come possibile riferimento per affrontare le disparità retributive tra diverse categorie dirigenziali.

Il confronto sindacale si inserisce in una fase che Dirigentiscuola considera decisiva per il futuro della professione.

La mobilitazione resta dunque un'ipotesi concreta, subordinata all'esito delle prossime interlocuzioni istituzionali. In assenza di risposte soddisfacenti, il sindacato potrebbe valutare manifestazioni e altre iniziative di protesta, aprendo una nuova fase di conflitto con le istituzioni.

Per ora la richiesta è chiara: superare le promesse e arrivare a interventi concreti sulla retribuzione, sulle responsabilità e sulle condizioni di lavoro dei dirigenti scolastici.

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