Dirigenti Scolastici: firmato il nuovo CCNL. Ancora molte le questioni irrisolte.
Firmata l'ipotesi di CCNL per i dirigenti scolastici: aumenti e nuove regole, ma mobilità e tutele restano nodi irrisolti.
Sottoscritta l'ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale dell'Area Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024. Hanno firmato tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, ANP, FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA e DirigentiScuola. Un contratto che arriva con anni di ritardo, ma che porta con sé aumenti attesi e qualche novità normativa.
Gli aumenti e la platea
Il contratto interessa circa 7.550 dirigenti scolastici. Per questa categoria, lo stipendio tabellare annuo lordo, fissato dal precedente CCNL a 47.015,73 euro, viene incrementato di 230 euro lordi mensili per tredici mensilità a decorrere dal 1° gennaio 2024, portandolo a regime a 50.005,73 euro annui lordi. Agli incrementi del tabellare si aggiungono 90 euro mensili lordi per 13 mensilità sulla retribuzione di posizione parte fissa, con un nuovo valore massimo della retribuzione di posizione che sale a 48.084,81 euro annui lordi.
In termini pratici, e tenendo conto degli arretrati già erogati nel 2022 e nel 2023 a titolo di anticipazione contrattuale, gli aumenti medi complessivi si attestano intorno ai 500 euro lordi mensili, con arretrati medi dal 1° gennaio 2024 di circa 5.800 euro. Il Fondo unico nazionale per il finanziamento della retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti scolastici viene incrementato stabilmente di 11 milioni di euro annui, con ulteriori risorse per la componente variabile e per il welfare.
Le novità normative
Sul piano delle regole, il contratto introduce alcune modifiche concrete alla vita lavorativa dei dirigenti. Le ferie non godute per esigenze di servizio o personali potranno essere fruite entro la fine dell'anno successivo, e non più entro i termini più stretti del precedente contratto. Il permesso per lutto, tre giorni per evento, potrà essere fruito entro 15 giorni lavorativi dal decesso del congiunto, contro i 7 giorni previsti in precedenza. Viene anche ridefinita la disciplina del periodo di prova in caso di malattia: il dirigente scolastico ha diritto alla conservazione del posto per un massimo di 18 mesi, con proroga del periodo di prova all'anno scolastico successivo qualora non siano stati prestati almeno sei mesi di servizio effettivo.
Mobilità interregionale: l'80% che non convince tutti
Il punto che lascia più strascichi è la mobilità interregionale. Il contratto fissa all’ 80% la quota dei posti vacanti e disponibili annualmente nella regione richiesta destinata alle domande di mobilità dei dirigenti scolastici alla scadenza dell'incarico, subordinata al previo assenso del dirigente dell'Ufficio scolastico regionale di provenienza. Un avanzamento rispetto alla situazione precedente, ma non il salto al 100% che le associazioni dei dirigenti fuori sede, in particolare i cosiddetti dirigenti fuori regione, avevano indicato come condizione minima per una soluzione strutturale del problema.
ANP ha firmato definendo il contratto un atto di responsabilità verso dirigenti che aspettavano da troppo tempo, sottolineando i miglioramenti su mobilità, ferie e permessi. Ha anche ricordato che per il 2026 esiste già una copertura al 100% per la mobilità ex lege, un elemento che relativizza la portata del limite contrattuale. UIL Scuola ha parlato di un passaggio necessario per restituire certezza normativa ed economica, senza considerare chiuso il confronto sulle criticità ancora aperte. DirigentiScuola, che nelle settimane precedenti aveva contestato la chiusura frettolosa e chiesto esplicitamente la mobilità al 100%, ha comunque firmato.
Verso il 2025-2027
La dichiarazione congiunta allegata al testo è, a suo modo, una confessione: le parti si impegnano a mettere in campo ogni azione utile per un rapido avvio delle trattative per il rinnovo del CCNL 2025-2027, le cui risorse sono già state allocate dalla Legge di Bilancio 2025. La firma di oggi chiude formalmente un triennio contrattuale, ma apre immediatamente il cantiere del prossimo. Segnale che la partita sulla dirigenza scolastica, retribuzioni, tutele, mobilità, non si considera affatto risolta.