Ex DSGA, assunzioni bloccate: il decreto non basta

Graduatorie prorogate, ma restano i nodi di assunzioni, mobilità, indennità e tutele per i facenti funzione.

08 ottobre 2026 18:47
Ex DSGA, assunzioni bloccate: il decreto non basta -
Condividi

Il Decreto Scuola riapre il confronto sul futuro del personale ATA e dei funzionari dell’area Elevata Qualificazione, gli ex DSGA. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre, proroga le graduatorie esistenti, ma lascia irrisolti i divari territoriali nelle assunzioni e il tema delle risorse destinate a chi gestisce ogni giorno l’amministrazione degli istituti.

A fare il punto è Alberico Sorrentino, responsabile nazionale del dipartimento Anief-Condir DSGA e personale ATA, intervenuto a “Orizzonte Scuola Tv”. Nel corso della trasmissione, disponibile a questo collegamento, il sindacalista ha illustrato le novità del decreto e gli emendamenti presentati in Parlamento.

Graduatorie prorogate, ma i posti restano lontani

La proroga fino al completo assorbimento di vincitori e idonei riguarda sia il concorso ordinario sia la procedura valutativa straordinaria di progressione verticale. Per Sorrentino si tratta di un risultato importante, atteso da centinaia di lavoratori ancora in attesa dell’immissione in ruolo.

Il problema, però, è la distribuzione dei posti. Molti vincitori e idonei sono concentrati nelle regioni del Centro-Sud — Campania, Puglia, Sicilia e Calabria — dove il dimensionamento della rete scolastica ha ridotto le disponibilità e congelato 62 immissioni in ruolo già nell’anno scolastico in corso. Al Nord, soprattutto in Lombardia e Piemonte, restano invece numerosi posti scoperti. Da qui la proposta di una graduatoria nazionale o, in alternativa, di una mobilità straordinaria interregionale, per evitare che le sedi vacanti continuino a essere affidate a reggenze e supplenze.

Le progressioni verticali e i nuovi funzionari EQ

Un altro capitolo riguarda la progressione verticale di circa 899 unità nell’Area dei funzionari senza incarico. Secondo Sorrentino, la procedura è coperta dai 36 milioni di euro annui stanziati dalla Legge di Bilancio 2022 e non sottrae posti alle graduatorie esistenti. Resta fermo il vincolo previsto dall’articolo 52, comma 1-bis, del Testo unico sul pubblico impiego, che riserva il 50 per cento dei posti al concorso ordinario.

Indennità di direzione, la richiesta di nuove risorse

Sul fronte economico, Anief contesta la disparità tra le risorse destinate alla dirigenza scolastica e quelle riconosciute al personale amministrativo. Il decreto assegna altri 14 milioni di euro al fondo dei dirigenti scolastici per il maggiore carico di lavoro legato al PNRR. Il sindacato chiede che anche DSGA e personale ATA ricevano un riconoscimento adeguato e propone di vincolare i risparmi prodotti dal dimensionamento scolastico all’aumento dell’indennità di direzione, sia nella parte fissa sia in quella variabile.

Facenti funzione, possibile ricorso contro i recuperi

Resta aperta, infine, la questione della compatibilità tra posizioni economiche, incarichi specifici e svolgimento di funzioni superiori. Se per l’anno scolastico 2026/2027 il quadro è stato chiarito, permangono dubbi sul 2025/2026. Qualora l’amministrazione chiedesse la restituzione di somme considerate indebitamente percepite dagli assistenti amministrativi che hanno svolto le funzioni di DSGA, Anief annuncia la disponibilità a promuovere un ricorso collettivo.

Il sindacato richiama gli orientamenti della Corte di Cassazione che riconoscono la posizione economica anche durante lo svolgimento di mansioni superiori e riferisce di avere già diffidato l’amministrazione. La partita, dunque, non si chiude con la proroga delle graduatorie: il confronto prosegue su mobilità, assunzioni, retribuzioni e tutele per chi garantisce il funzionamento amministrativo delle scuole.

Segui Voce della Scuola