Foto scattate in classe nella rete della pedocriminalitá
Allarme Meter: aumento fuori controllo di foto di minori modificate con IA
Sono quasi quintuplicate, in un anno, le vittime minorenni del deepnude, la nuova frontiera della pedocriminalitá monitorata da Meter, l'associazione fondata dal sacerdote siciliano Don Fortunato di Noto che, dal 1989, è impegnata nella lotta alla pedofilia ed alla pedopornografia. I numeri sono preoccupanti: erano 125 le vittime monitorate nello scorso anno, contro le 592 attuali.
Le immagini generate con l’intelligenza artificiale coinvolgono minori individuati in Italia, Messico, Spagna e Stati Uniti d’America. Il fenomeno intercetta anche la vita scolastica: fotografie scattate in classe, nei bagni o nelle palestre possono diventare materiale per immagini sessualmente esplicite generate dall’IA; sono coinvolti anche bambini molto piccoli, con immagini manipolate o create direttamente dall’intelligenza artificiale.
Il fenomeno delle immagini deepnude generate attraverso l’intelligenza artificiale continua a espandersi e raggiunge anche la quotidianità di bambini e adolescenti: si tratta di immagini rubate, ma anche bambini creati dall’Intelligenza Artificiale. Il deepnude, infatti, non nasce necessariamente da immagini intime prodotte dalla vittima. Una fotografia apparentemente ordinaria può diventare il punto di partenza per la generazione di un’immagine sessualmente esplicita. Secondo le attività di monitoraggio di Meter, tra le immagini utilizzate possono esserci fotografie scattate nelle classi, nei bagni delle scuole e nelle palestre, oppure immagini pubblicate come storie o post su profili social pubblici.
«Ciò che i tecnici monitorano ha dell’indicibile. È una nuova frontiera della pedocriminalità – afferma don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter –. Sono immagini della vita quotidiana che vengono sottratte al loro contesto e trasformate dall’intelligenza artificiale in contenuti sessualmente espliciti. Poi c’è un altro aspetto: la produzione di questi contenuti rischia di alimentare ulteriormente la domanda di materiale pedopornografico reale, aumentando l’interesse di chi cerca immagini di bambini e adolescenti vittime di abuso. Non siamo più soltanto davanti alla manipolazione di una fotografia reale – prosegue il presidente di Meter –. L’intelligenza artificiale può arrivare a costruire immagini di bambini completamente generate da zero, rendendo ancora più difficile distinguere l’origine del contenuto e aumentando la portata della minaccia.»
Le immagini possono quindi partire da fotografie pubblicate in contesti apparentemente innocui e trasformarsi in contenuti sessualmente espliciti senza che la vittima li abbia mai prodotti, autorizzati o condivisi.
«Il problema – aggiunge don Di Noto – è che queste immagini vengono poi condivise anche attraverso piattaforme social che garantiscono un’estrema privacy, rendendo più difficile interromperne la circolazione e individuare rapidamente i responsabili.»
Per Meter, la diffusione dei deepnude introduce una ulteriore dimensione nella violenza sessuale online contro i minori, proprio perché l’immagine della vittima non deve necessariamente essere stata realizzata come fotografia intima, perché possa essere trasformata in un contenuto sessualmente esplicito.
L’intelligenza artificiale riduce inoltre le competenze tecniche necessarie per produrre immagini manipolate realistiche, mentre la successiva condivisione nel darkweb e in ambienti digitali può amplificarne rapidamente la diffusione.
Per Meter, il contrasto al fenomeno richiede responsabilità delle piattaforme, prevenzione, tutela delle vittime e una maggiore consapevolezza tra minori, famiglie, comunità scolastica e istituzioni.